Contro la Roma sarà ancora 4-3-3

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All’arrivo di Mancini in molti avevano tirato un sospiro di sollievo. Basta con il credo tattico della difesa a 3, o a 5, e finalmente un trequartista centrale ad imbeccare le due punte, che se servite con palloni giocabili hanno sempre dimostrato di saper pungere, sia di fioretto che di sciabola. Prima dell’uscita del derby, infatti, il vero dubbio di tutti era: chi tra Hernanes e Kovacic avrebbe dovuto ricoprire il ruolo avanzato e chi avrebbe dovuto occuparsi dell’impostazione del gioco.

Tutti sono rimasti sorpresi, e in molti, nel post gara, hanno storto il naso. Il 4-3-3, riproposto da Mancini dopo la sua esperienza inglese, non sembra, anzi, al momento, non è, adatto alla caratteristiche dei giocatori della rosa nerazzurra. Anche giovedì sera, contro il Dnipro, con Kovacic in tribuna, sono stati Icardi e Hernanes a doversi immedesimare nel ruolo di ali, con risultati più che negativi. Non è un caso che il secondo gol nerazzurro sia nato da un contropiede rapidamente portato a termine da Osvaldo, ma condotto per vie centrali da Hernanes.

Le malelingue in questa settimana si sono sbizzarrite. Mancini sta imponendo questo gioco perché vuole che la società intervenga sul mercato; non cambierà modo di giocare e svalorizzerà giocatori come Icardi e Kovacic.

Questo è sicuramente un’ipotesi, oltre che un rischio, che l’ex tecnico del Galatasaray sa di star correndo. E non sembra voler cambiar idea. Infatti, come si può intendere dalle parole del mister in conferenza stampa, l’esperimento di Kovacic largo e del 4-3-3 non finirà domani. Probabilmente errato definirlo esperimento, in quanto Mancini sembra aver deciso che questo è il modulo da utilizzare.

“Può giocare ovunque, dato le sue qualità. Io ho avuto Silva al City, arrivato con la stessa posizione di Kovacic, ora è il migliore esterno della Premier. Kovacic non può giocare in un solo ruolo. Non è fuori ruolo perché non l’ho tolto dalla fase offensiva. E’ nella sua zona di campo”.

Dunque sarà ancora 4-3-3, e le due squadre si schiereranno a specchio. Probabile che sia la Roma a far la partita e l’Inter a cercare di offendere con ripartenze rapide determinanti. Al centro dell’attacco Osvaldo, che giovedì ha dimostrato quanto la sua assenza abbia pesato in questo mese, con una rete da finalizzatore vero e una prestazione al sacrificio della squadra. Titolare dal primo minuto, a discapito di Icardi, non al top della forma, sia fisica ma soprattutto mentale. Tante, infatti, le palle gol sprecate dall’argentino nell’ultimo periodo. L’attacco, dunque, sarà completato con Palacio sulla destra e sulla sinistra, al 90%, Kovacic, ristabilito dalla botta al mignolo del piede, che prenderà il posto di Hernanes, lasciato a Milano per precauzione. Riconfermato anche Medel, che contro il Dnipro ha convinto, con Kuzmanovic e Guarin ai lati. Davanti al “non normale” Handanovic la linea a 4, formata da Campagnaro, Ranocchia, Jesus e Dodò. 

Di fondamentale importanza sarà il rendimento del pacchetto arretrato, che proprio in Europa League ha dimostrato di non essere esattamente entrato nella nuova concezione. Tanti, troppi, gli spazi lasciati ai giocatori ucraini, i quali non sempre hanno saputo far tesoro delle occasioni avute. Ma una squadra come la Roma, che fa del possesso palla e movimenti negli spazi il proprio marchio di fabbrica, sarà importante non lasciare un millimetro scoperto.

Ancora più importante, poi, sarà non commettere errori d’impostazioni di manovra, dato che i due gol finora subiti dall’arrivo di Mancini sono nati entrambi da palle malamente regalate agli avversari in fase di costruzione di gioco, con la squadra quindi proiettata in avanti e la difesa scoperta.

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