Desaparecidos

Marco Andreolli allenamento USA
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Marco Andreolli allenamento USACome vestiti comprati e accantonati immediatamente nei meandri più remoti dell’armadio. Trascorrono così tanto tempo lontani dalla luce del sole e dai nostri radar che, ad un certo punto, è facile dimenticarsi persino della loro esistenza. Lo stesso infausto destino condiviso da alcuni componenti della rosa dell’Inter che, in panchina, distanti dagli occhi attenti del pubblico pagante, hanno trovato il proprio habitat naturale.

L’esempio di Marco Andreolli calza a pennello, nonostante l’arcigno difensore debba essere inserito, più verosimilmente, nella cesta degli indumenti usati piuttosto che in quella degli abiti inutilizzati, essendo un prodotto della sempre prolifica cantera nerazzurra. Il “ritorno del figliol prodigo” è stato, finora, avaro di soddisfazioni e le assenze dei lungodegenti Samuel e Campagnaro hanno reso nota una immodificabile gerarchia difensiva, della quale l’ex giocatore del Chievo condivide l’ultima posizione.

C’è, poi, chi ha usufruito della gradita possibilità di scrollarsi di dosso la naftalina, utilizzata per conservarsi in buono stato durante le prime sette giornate di campionato dopo le sparute e anonime apparizioni nelle schiaccianti vittorie su Catania e Sassuolo. Parliamo proprio di Wallace che, dopo aver fatto il suo ingresso in campo nei minuti finali di Torino-Inter, ha procurato la punizione dalla quale è scaturita la beffa firmata da Bellomo. Se è vero che “chi bene inizia è a metà dell’opera”, ci auguriamo di non vederlo calcare prossimamente il prato di San Siro. Ognuno per legge ha diritto ad essere difeso e, nel caso del brasiliano, si potrebbe obiettare la discutibile scelta di buttarlo nella mischia proprio nel momento più delicato del match.

Lo stesso non può dirsi di Ishak Belfodil, impiegato con il contagocce in questo inizio di campionato e rivelatosi il vero asso nella manica di Mazzarri contro i granata. Corsa, sacrificio, effervescenza offensiva e un assist con il contagiri in occasione del secondo gol di Palacio. Il franco algerino, fino ad oggi, appare come un abito troppo bello e costoso per essere indossato e sgualcito: al tecnico toscano il dovere di valorizzarlo.

Non manca nemmeno, nel nostro guardaroba, la categoria dei vestiti di una certa taglia, divenuta in seguito inadatta a causa di qualche chilo di troppo. Approdato in nerazzurro la scorsa stagione insieme a Kovacic, Zdravko Kuzmanovic non ha tenuto il passo del giovane croato e ha deluso prepotentemente le aspettative della società di Corso Vittorio Emanuele. Inserito in cima alla lista dei partenti nei mesi estivi e rimasto a Milano contro ogni pronostico, il serbo è sorprendentemente comparso nell’undici titolare contro il Genoa diventando, in un secondo momento, protagonista di una puntata della nota trasmissione “Chi l’ha visto?”.

Restano diligentemente nell’ombra in un angolo nascosto dell’armadio o in fondo ad una panchina nell’attesa che qualcuno si accorga di loro…