Mazzarri: “Dobbiamo cancellare i fantasmi del passato. Contro il Catania voglio che la squadra…”

Conferenza di presentazione di Walter Mazzarri
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Conferenza di Walter MazzarriDomani, alle ore 20.45, l’Inter è attesa dal Catania allo stadio “Massimino” per la 2^ giornata della Serie A 2013-14. In diretta dalla sala stampa del centro sportivo “Angelo Moratti”, vi proponiamo le dichiarazioni rilasciate da Walter Mazzarri nella consueta conferenza della vigilia.

A Catania stanno caricando molto l’ambiente. Che tipo di approccio deve avere l’Inter?

“Credo che il Catania stia cercando di portare dalla sua parte tutti i fattori, tra cui l’ambiente, con un ‘Massimino’ sempre molto caldo. Noi però dobbiamo cercare di estraniarci. Sarà una partita difficile, ma i ragazzi da martedì si sono preparati nel modo giusto per fare una grande partita dal punto di vista tattico e agonistico”.

Come sta Kovacic? Dove lo vedi meglio?

“In settimana ha fatto un lavoro differenziato per aumentare il minutaggio. Attualmente non so se ha i 90 minuti. Vedrò quindi se impiegarlo dall’inizio o in corso di gara, come ho fatto contro il Genoa. Per quanto riguarda il ruolo, sto cercando di dargli molti consigli. Ha talento ma va fatto crescere. Io vorrei che la sua qualità si esprimesse un po’ più avanti rispetto a dove giocava l’anno scorso. Se riuscirà a farlo sulla trequarti potrà diventare determinante. E’ comunque un giocatore eclettico, che può fare tutti e tre i ruoli di centrocampo. Ma in futuro vorrò vederlo più avanti”.

Speri di ottenere qualcosa in più dai tuoi esterni?

“Devo dire che ho visto già una bella crescita. Sono molto più decisi e convinti di prima. E non è un caso che Jonathan e Nagatomo abbiano fatto i primi due gol delle prime due partite”.

Quanto sarebbe importante un risultato positivo domani, prima della sosta e della Juventus?

“Importantissimo. Questa squadra doveva togliersi prima di tutto dei retaggi dello scorso anno. Innanzitutto sentirsi sicuri di attaccare senza prendere delle scoperture. Dovevamo toglierci questa sensazione, imparando a fare il nostro gioco tranquilli. Spero che domani continui questo processo di crescita”.

Come procede il ritorno in squadra di Milito?

“Nelle ultime due settimane l’ho visto veramente bene. L’ho visto crescere e lo vedo più convinto. Deve solo dimenticarsi l’infortunio e riprendere a fare i movimenti naturali. Andrà in Primavera per alzare il ritmo. Sono fiducioso e spero sia un altro test positivo, com’èra stato quello del weekend scorso”.

Dal punto di vista tattico, il Catania spinge molto a destra con Alvarez e Barrientos. Sta pensando a qualche accorgimento tattico?

“Qualcosa faremo, ma non mi sembra il caso di dirlo. Però vorrei abituare la mia squadra ad avere autostima. Devono essere gli altri a preoccuparsi di noi”.

Si sente di poter trasformare Jonathan in un giocatore apprezzato, così come ha fatto con Zuniga?

“Il mio obiettivo è far crescere i giocatori e, di conseguenza, la squadra. Sono contento delle risposte avute finora, ma una rondine non fa primavera”.

Contro il Genoa si è vista un’Inter un po’ coperta, ma finalmente squadra…

“Il numero degli attaccanti non conta, perchè Alvarez è un giocatore offensivo e, per come giochiamo noi, gli esterni diventano quasi delle ali più che dei terzini aggiunti. Abbiamo creato diverse occasioni anche nel primo tempo e non le abbiamo sfruttate perchè ci è mancato l’ultimo passaggio e, forse, la convinzione giusta. Non dimentichiamoci poi che il Genoa non ha fatto azioni importanti”.

Quanto ci metterà la squadra a metabolizzare il suo impianto di gioco?

“Se un allenatore ha delle idee precise deve trasferirle alla squadra il più in fretta possibile, convincendo i giocatori che siano le idee giuste. Vedo che questa squadra ha cominciato a far vedere tanto. Ovviamente non riesce a farlo per 90 minuti. Ad esempio contro il Genoa ci siamo sbloccati dopo il gol, quando abbiamo fatto vedere il calcio veloce che piace a me. Ci siamo sbloccati e quando acquisiremo le giuste convinzioni questa squadra darà soddisfazioni”.

Questa è la rosa che si aspettava?

“Di mercato non parlo”.

Nel secondo tempo col Genoa quanto hanno influito le sue sostituzioni?

“Erano sostituzioni quasi programmate. Sapevo che il Genoa avrebbe fatto quel tipo di partita e, pensando che il risultato sarebbe rimasto in equilibrio fino alla fine, ho deciso di mettere tre cambi freschi e di qualità nel secondo tempo. Abbiamo sfiancato un po’ i nostri avversari nel primo tempo, poi è andata bene”.

Si possono ipotizzare staffette anche domani?

“La certezza è che io tre cambi li faccio sempre. Anzi, io ne vorrei quattro a disposizione. Per come è fatto il calcio oggi bisognerebbe aumentare il numero di sostituzioni”.

Come vede Pereira?

“Il mercato chiude lunedì e io non vedo l’ora che chiuda. I miei ragazzi sanno che finchè sono qua devono pensare solo a giocare. Per questo voglio che anche i giocatori non parlino di mercato. Pereira è rientrato tardi dalla Nazionale e finora ha fatto meglio Jonathan, ma è una cosa normale. Non possiamo andare in 12 in campo”.

Pensa che l’Inter si sia avvicinata alla Juventus?

“La gente qui è acculturata e ha capito il senso di questa stagione. Non so quanto siamo vicini agli altri. Noi in questa fase particolare dobbiamo ragionare partita dopo partita, cercando di crescere. Questa è la filosofia e vedo che questo principio lo stanno incarnando anche i tifosi. E anzi, li ringrazio perchè a San Siro ho visto un bellissimo clima. Dobbiamo andare dritti per la nostra strada”.

Prima della Juventus farete ancora la rifinitura a San Siro?

“Vedremo, ma finora abbiamo fatto così perchè non conoscevamo bene il nuovo manto”.

Quando l’Inter potrà schierare tanti giocatori di qualità per imporre il proprio gioco e far paura agli avversari come vorrebbe lei?

“Come principio di lavoro vorrei sempre vedere una squadra di qualità, capace di imporre il proprio gioco. Ma bisogna vedere quanto la qualità incide sugli equilibri di squadra. Sono tutte valutazioni che faremo piano piano, anche perchè l’Inter ha ancora qualche fantasma da eliminare”.

Quali sono le differenze tra il Genoa e il Catania nel preparare la partita?

“Sono curioso di vedere come la squadra affronterà la trasferta, perchè una squadra che vuole diventare grande deve comportarsi allo stesso modo, in casa e fuori casa. E’ vero che il Catania sarà spinto dal suo pubblico e al ‘Massimino’ cambia modo di giocare, ma noi dobbiamo pensare solo a noi stessi. Riuscire a leggere la gara ed essere padroni del campo è una cosa che si acquisisce con il tempo”.

Hai già un’idea del momento in cui potrai cominciare a tracciare un bilancio del tuo lavoro?

“Noi dobbiamo lavorare giorno dopo giorno, senza fissare degli obiettivi, se non quello di crescere. Un’idea cominci a fartela dopo aver incontrato tutte le avversarie. Poi di solito le mie squadre hanno fatto meglio il girone di ritorno rispetto a quello di andata”.

Quali sono le caratteristiche di Wallace?

“Sta andando a mille, ha grandi motivazioni e un’ottima tecnica. Deve migliorare in fase difensiva, ma sono molto fiducioso. Ci potrà essere utile in futuro”.

Degli ultimi arrivati, chi è più vicino al 100% della condizione?

“Forse Wallace è un po’ più indietro. Rolando sta bene e doveva solo integrarsi con il gruppo. Idem per Taider che deve capire bene alcune cose a livello tattico, ma fisicamente sta benissimo. E’ stato il migliore nei test settimanali”.

Come ti stai ambientando a Milano?

“Sto apprezzando una bellissima città. Sono contento di tutto. Poi ovvio che un allenatore vive di risultati. Quando ci sono i risultati si sta bene ovunque (sorride, ndr)“.