Frustalupi: “Il mio compito principale è studiare gli avversari. Il successo di Mazzarri è dovuto a…”

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Nicolò FrustalupiContinua il cammino di Inter Channel alla scoperta del nuovo staff tecnico di F.C.Internazionale. E’ il turno di Nicolò Frustalupi, il braccio destro di Walter Mazzarri, arrivato in nerazzurro per ricoprire il ruolo di vice-allenatore. Ecco le sue parole ai microfoni di Roberto Monzani:

E’ il ritorno di un Frustalupi in nerazzurro: suo padre fece parte del gruppo del 1970/71 che vinse il campionato con Invernizzi…

“Mio papà giocò due anni qui negli anni ’70 e sono felicissimo di essere qui pure io ora, anche se in un ruolo più marginale”.

Che emozioni le suscita essere all’Inter?

“E’ una bella emozione, mi era capitato anche alla Sampdoria di lavorare dove mio papà aveva giocato, ora mi capita anche qui e non posso che essere emozionato e contento”.

Che ruolo ha nello staff tecnico?

“Il mio compito principale sarà quello di studiare gli avversari. E’ un lavoro tattico, studio sia la fase difensiva che la fase offensiva. Durante gli allenamenti aiuto il Mister nelle cose di cui ha bisogno”.

Dai tanti consigli ai ragazzi anche durante la partita…

“Sì, penso che sia normale e giusto così. Specialmente all’inizio di un’avventura con una squadra nuova i ragazzi hanno bisogno di consigli e io cerco di aiutare il Mister”.

La carriera di Walter Mazzarri è andata sempre in crescendo, e lei ne ha fatto parte per tanti anni. Quale delle qualità del tecnico crede sia la migliore?

“Credo che i giocatori apprezzino soprattutto la coerenza, sia nei comportamenti sia nella gestione del gruppo. Il modo di trattare i giocatori. Penso apprezzino il fatto che è un uomo vero che ha una parola sola. Di qualità per essere arrivati qui vuol dire che ne ha tantissime… penso anche alla sua pignoleria in ogni aspetto della gestione, della tattica. E’ molto meticoloso e pensa a tutte le componenti, dalla gestione dello staff medico, ai magazzinieri, alla comunicazione. Ha tempo per tutto, insomma…”.

Speriamo che tu possa portare uno Scudetto come fece tuo papà nel 1970/71…

“Speriamo… (sorride, ndr), ma mio papà era calciatore, io faccio un altro tipo di lavoro…”.

 

Fonte: inter.it

 

 

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