Guarin: “All’Inter sto benissimo, mi sento uno della famiglia. Con Mazzarri cresceremo perchè…”

Fredy Guarin Pinzolo palestra
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intervista Guarin PinzoloIn un’intervista esclusiva concessa ai microfoni di Roberto Monzani per Inter Channel, Fredy Guarin ha raccontato le sue impressioni dopo i primi giorni di lavoro a Pinzolo. Ecco le sue parole:

E’ cominciato per te il secondo ritiro estivo con l’Inter…

“Sto bene. E’ un orgoglio far parte di questa squadra. Per me è la seconda stagione e mezzo in nerazzurro e mi sento sempre più uno della famiglia”.

Con Mazzarri state faticando tanto…

“E’ quello che si cerca di fare in questo periodo dell’anno. Forziamo dal punto di vista fisico e mentale per affrontare poi al meglio la stagione. Sto lavorando bene, così come tutta la squadra”.

Ci sono tantissimi tifosi qui a Pinzolo. Hai un messaggio da lanciare al popolo nerazzurro?

“Per noi sono importantissimi. Sono il nostro dodicesimo uomo. La loro passione ci dà forza ed è fondamentale. Li ringrazio perchè ci fa bene iniziare la stagione con il loro aiuto”.

Hai lasciato la tua maglia a Campagnaro e d’ora in poi indosserai il numero 13…

“E’ il numero che ho sempre avuto in nazionale ed è un numero che piace molto anche alla mia famiglia. Quando sono arrivato all’Inter era di Maicon e l’anno scorso non l’ho preso proprio per rispetto nei suoi confronti. Poi, però, sapendo che a Campagnaro piaceva il 14, ci siamo messi d’accordo così”.

Sei scaramantico?

“No, non tanto, però è un numero a cui tengo, che mi ha sempre portato bene in nazionale”.

Dai tifosi vieni considerato uno dei giocatori più importanti della rosa. Senti questo peso?

“L’anno scorso ho sentito tantissimo il rapporto con i tifosi. Per me sono importantissimi e, essendo anch’io un tifoso, capisco le loro reazioni. Fanno viaggi lunghissimi per seguirci e sono sempre al nostro fianco. La stima che nutrono nei miei confronti mi dà responsabilità e motivazioni in più. Spero giorno dopo giorno di migliorarmi e di ripagare tutto quello che mi sta dando questa squadra. A Milano sto benissimo e sono riuscito a trovare un equilibrio con la mia famiglia”.

Il lavoro di Mazzarri tende ad esaltare il ruolo degli interni di centrocampo. Pensi possa essere un vantaggio per le tue caratteristiche?

“Penso di sì, perchè il mister vuole che ogni elemento della squadra sfrutti al massimo le sue capacità. Abbiamo visto esplodere tanti giocatori al Napoli e dobbiamo approfittare della presenza di Mazzarri per crescere e dare il meglio”.

La Colombia sta crescendo tanto e tra meno di un anno ci sarà il Mondiale in Brasile…

“Abbiamo giocatori giovani e sappiamo dell’opportunità che avremo per dimostrare al mondo quanto è cresciuta la Colombia. Negli ultimi anni tanti miei connazionali sono diventati protagonisti in Europa. Doveva arrivare questo momento…”.

Per essere protagonista con i Cafeteros, dovrai fare bene con l’Inter…

“Sarà fondamentale, perchè in nazionale va solo chi può fare la differenza”.

Quanto è stato importante Cordoba nel tuo percorso di crescita?

“Ho avuto la fortuna di essere suo compagno appena arrivato a Milano. Penso che avrebbe potuto aspettare a ritirarsi. Lui è un idolo per tutti quelli che hanno la mia età in Colombia. E’ un esempio dentro e fuori dal campo”.