Kuzmanovic, la mezzala giusta in attesa di Paulinho

Kuzmanovic, la mezzala giusta in attesa di Paulinho


imageLa maggior parte degli appassionati di calcio conosce abbastanza bene Zdravko Kuzmanovic, centrocampista nato in Svizzera, precisamente a Thun, ma di chiare origini serbe; quello che forse non tutti sanno è che l’attuale centrocampista dello Stoccarda è un vero e proprio uomo mercato last minute: quando lasciò l’Italia per cercare fortuna nella Bundesliga era il 31 agosto 2009, ultimo giorno del mercato estivo e, ancor prima, il suo passaggio dal Basilea alla Fiorentina avvenne il 30 gennaio 2007.

Saranno coincidenze, sarà il destino, sarà la necessità disperata della dirigenza nerazzurra di trovare un centrocampista che riesca abbinare la capacità d’inserimento negli spazi a una buona facilità nell’organizzare geometrie, sta di fatto che Kuzmanovic ritorna a essere il nome caldo degli ultimi giorni di mercato, vista anche la sua situazione contrattuale con il club tedesco.

Sfumato, almeno per ora, Paulinho, gli operatori di mercato del presidente Moratti hanno individuato nell’ex centrocampista di Basilea e Fiorentina quello che potrebbe essere il tassello giusto per completare un centrocampo che fin qui non ha incantato, aggrappato alla costanza di rendimento di Cambiasso e Zanetti e alle progressioni palla al piede di Guarìn, viste le prestazioni non esaltanti di Gargano e i continui infortuni di Mudingayi. L’operazione per portare il centrocampista della nazionale serba a Milano non è impossibile, visto che il contratto di Kuzmanovic scade a giugno, per cui lo Stoccarda potrebbe accettare una cifra tutt’altro che elevata onde evitare di perderlo a parametro zero in estate.

Scopriamo un po’ chi è Zdravko Kuzmanovic, nato a soli 30 chilometri da Berna, ma che, dopo tutta la trafila nelle giovanili della nazionale rossocrociata, ha scelto la Serbia in onore delle sue origini; centrocampista eclettico, in grado di operare sia in un centrocampo a 3 che a 4, predilige giocare da interno per sfruttare la sua resistenza e la sua capacità di inserimento, caratteristiche che lo hanno reso prolifico in zona gol soprattutto durante la sua militanza in maglia Stoccarda (17 centri in 84 match).

Oltre a doti fisiche importanti, il centrocampista cresciuto nel vivaio dello Young Boys riesce a essere preciso anche in fase di costruzione dell’azione, sebbene non si possa considerare un regista a tutti gli effetti; la pulizia del suo calcio lo rende preciso nei lanci e insidiosissimo quando si tratta di concludere dalla distanza, vedi il gol all’Everton con la maglia dei viola nella Coppa Uefa 2007/2008.

L’arrivo di Kuzmanovic, dal punto di vista tattico, dovrebbe comportare lo spostamento di Cambiasso come playmaker davanti alla difesa, al fine di dare equilibrio al reparto e di costruire trame offensive degne di essere chiamate tali, seppur abbastanza elementari, con Guarìn e lo stesso serbo a dare manforte alla coppia d’attacco grazie a inserimenti precisi e bordate da fuori area, il tutto completato sulle corsie da Nagatomo e Zanetti (o Schelotto, qualora dovesse, come sembra, approdare nella Milano nerazzurra).

Il nome di Kuzmanovic non è certo altisonante come quello del nuovo acquisto dei “cugini” rossoneri e questo può creare un certo senso di disappunto nei cuori dei tifosi interisti, i quali avrebbero sognato di rispondere all’approdo di Balotelli al Milan con l’immediato acquisto di Paulinho; per ora il brasiliano resta in Sud America, ma le trattative continueranno anche per evitare il ritorno di club come Chelsea e Psg nel mercato estivo.

Siccome ci è stato insegnato, fin da piccoli, che non è bello giudicare quello che succede in casa di altri e che i risultati si ottengono con acquisti che possono implementare il valore della squadra sul campo e non solo mediaticamente, l’arrivo (possibile) di Kuzmanovic deve spingere alla fiducia il popolo nerazzurro, viste le ottime qualità del centrocampista che bene aveva impressionato durante i suoi trascorsi a Firenze: insieme a Guarìn, sotto l’attenta copertura di Cambiasso, il serbo potrebbe dare linfa e geometrie a una mediana apparsa troppo spesso lenta e impacciata.




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