Juan Jesus nuovo idolo nerazzurro: il brasiliano annulla Lamela e si conferma leader della difesa

Juan JesusAcquistato dall’Internacional per circa 3,5 milioni di euro nel gennaio 2012, Juan Jesus è riuscito ad esordire in prima squadra con l’Inter solo nell’ultima partita della scorsa stagione in occasione di Lazio-Inter del 13 maggio, quando il brasiliano subentrò nei minuti finali a Diego Milito.

Poi le Olimpiadi estive e l’ottimo rendimento nel precampionato, hanno spinto Stramaccioni e la dirigenza a porre il veto sulla sua cessione in prestito per farsi le ossa perché, le ossa, Juan Jesus, le ha già robuste. Da quando ha giocato la sua prima partita da titolare con la maglia nerazzurra in campionato in quel di Torino, non ha più lasciato il campo.

Era il 16 settembre, l’Inter era ancora un cantiere aperto e lui poco più di un oggetto misterioso, un giovane di belle speranze. Dopo la trasferta in terra granata, il centrale brasiliano è diventato una pedina insostituibile e fondamentale nello scacchiere di Stramaccioni.

Infatti, sia nella difesa a tre che in quella a quattro, il possente difensore carioca è una delle colonne portanti della squadra, nonostante la giovane età e la poca esperienza. Già durante le Olimpiadi di Londra disputate quest’estate, al fianco di Thiago Silva, Juan Jesus aveva dimostrato buona affidabilità, ma quello che sta facendo vedere in nerazzurro fa davvero stropicciare gli occhi.

Forza fisica straripante, rapidità, senso della posizione, gioco aereo, personalità, anticipo: cosa manca per essere un difensore perfetto? Forse un po’ più di sicurezza nell’uscire palla al piede dalla difesa ma, anche incappando in qualche errore, Juan Jesus è pronto a sradicare nuovamente la sfera all’avversario strappando gli applausi di San Siro.

Proprio così: San Siro. La tifoseria nerazzurra ha ben presto accantonato il ricordo di Lucio che, grazie alle prove superbe di Shrek, rappresenta solo il passato. Adesso la difesa interista ha un nuovo leader.

Juan Jesus ha letteralmente rubato la scena a tutti i compagni di reparto in questo inizio di stagione. Appena ventun’anni e un temperamento da leader consumato lo stanno perentoriamente rendendo un pilastro indiscusso della difesa, a tre o a quattro che sia.

Infatti, il brasiliano ha mostrato tutta la sua duttilità sia giocando da centrale che da terzino, offrendo all’allenatore un’alternativa importante.

Merito di questa grande scoperta, va attribuito sicuramente a Stramaccioni ma anche a Marco Branca, troppo spesso vittima di critiche ingiustificate ma che ora, grazie alle prestazioni di Juan Jesus, si sta prendendo una bella rivincita.

Stramaccioni, non riesce più a rinunciarci tanto da non farlo mai rifiatare. In questo senso, la sua giovanissima età lo aiuta molto così come il suo fisico mastodontico.

Anche nella semifinale di andata contro la Roma in Tim Cup, Juan Jesus si è reso protagonista di una prova superba annullando Lamela e risultando il migliore in campo tra i nerazzurri.

A nemmeno ventidue anni, pochi difensori si esprimono già a questi livelli. Magari qualcuno diventa un grandissimo solo dopo i venticinque, dopo aver girovagato tra Brasile, Russia e Portogallo senza lasciare il segno. E’ ancora eresia paragonarlo a Thiago Silva? In ogni caso, noi ci teniamo stretto il nostro JJ.

 

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