Livaja e Nagatomo non bastano. San Siro resta un tabù

Livaja e Nagatomo non bastano. San Siro resta un tabù


C’era una volta la cosiddetta “casa dolce casa”. Le mura amiche di San Siro sembrano, invece, essere diventate il terreno preferito per le squadre avversarie. Sarà il nuovo manto o qualche altro tipo di maledizione, resta il fatto che l’Inter di Stramaccioni è alla quarta partita consecutiva in casa senza vittoria (due pareggi e altrettante sconfitte). La partita di Europa League contro il Rubin Kazan termina, infatti, con il risultato di 2 a 2, con i nerazzurri salvati solo in pieno recupero da Yuto Nagatomo.

Stramaccioni lancia dal primo minuto il giovane Livaja al fianco di Cassano, con Coutinho alle loro spalle e il trio Zanetti, Gargano, Cambiasso a centrocampo. In difesa torna Walter Samuel in coppia con Ranocchia, mentre sulle fasce vengono confermati Nagatomo a sinistra e Jonathan a destra.

Ma è proprio il terzino brasiliano a commettere una grave ingenuità al 16′: prima sbaglia il controllo in piena area di rigore e, nel tentativo di rimediare, atterra Karadeniz in scivolata. E’ rigore per i russi che vanno dal dischetto con Natcho: il centrocampista israeliano si fa ipnotizzare da Handanovic ma sulla respinta del numero uno nerazzurro il più lesto è Ryazantsev (partito, in realtà, prima della battuta del compagno) che mette dentro l’1 a 0. Al 37′ l’ex Santos ha l’occasione di rifarsi, avendo sui piedi la palla del possibile pareggio, ma temporeggia troppo e si fa stoppare dal ritorno dei difensori avversari. Fortunamente, però, il gol dell’1 a 1 arriva due minuti più tardi: splendida palla filtrante di Cassano per l’inserimento di Cambiasso, controllo ad illudere l’uscita del portiere Ryzhikov e cross in mezzo per l’accorrente Livaja che sigla la sua prima rete con la maglia nerazzurra. Il primo tempo si chiude con un altro brivido per i tifosi di casa per il palo di Ryazantsev al 44′.

Nel secondo tempo le cose sembrano andare meglio per la squadra di Stramaccioni, soprattutto a centrocampo con l’inserimento di Guarin (subentrato al disastroso Jonathan, ndr). Il gioco non è comunque fluido e i tre uomini là davanti si trovano spesso isolati contro la difesa schierata dei russi. L’Inter ha comunque l’occasione per il 2 a 1 con Livaja, che in questo secondo frangente però non riesce a battere Ryzhikov, calciando alto da posizione favorevole. All’83’, nel momento di massimo sforzo dei nerazzurri, arriva la doccia fredda: Rondon sfrutta un’indecisione di Samuel, elude il ritorno di Ranocchia e punisce Handanovic con un tiro rasoterra all’angolino basso. La partita sembra finita, ma l’Inter non ci sta e, con le energie residue, si butta in avanti alla ricerca del pareggio. Gli sforzi nerazzurri vengono premiati e nel secondo minuto di recupero arriva il gol del definitivo 2 a 2 grazie al bellissimo destro al volo di Nagatomo, innescato da Milito (subentrato a metà ripresa a Livaja).

Altro stop casalingo, dunque, per l’Inter che domenica contro il Siena avrà un’altra possibilità di sfatare il tabù del “Meazza”.




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