Sempre e per sempre Inter

Sempre e per sempre Inter


Finisce com’era cominciata: l’illusione della vittoria e poi una cocente sconfitta. Dall’inutile doppietta di Milito il 13 settembre a Palermo al rigore, ancora una volta realizzato dal Principe, che domenica sera non è bastato per impedire alla Lazio di rimontarci, in campo e in classifica: una Via Crucis lunga quasi otto mesi che ha come inevitabile tappa finale la crocifissione di qualsiasi tentativo – perché sarebbe fin troppo ambizioso definirlo altrimenti – di progetto interista.

Più di otto mesi, se si considera la sconfitta – manco a dirlo – in Supercoppa italiana contro il Milan. Allora ci lamentavamo di cominciare presto la stagione per poter vincere un trofeo. Ora ci accontentiamo di farlo ancor prima per giocarci la qualificazione a una coppa minore. “Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone” diceva qualcuno. Le giornate nuvolose lo fanno un po’ di più, aggiungiamo noi.

Inutile star qui a parlare della cronaca di una partita che tutti hanno già archiviato come l’ennesima delusione stagionale. Ci interessa parlare del futuro, quello che da due anni viene trascurato, preferendo prima vivere un grigio presente per poi ricordare con rabbia un nerissimo passato prossimo e rimpiangere con qualche lacrima un passato radioso sempre più remoto.

Eppure anche in una stagione catastrofica alla fine vogliamo salvare qualcosa di buono. Perché l’ottimismo, dote di cui il tifoso interista non è mai stato scarso, torna buono in tempi di crisi. Ci piace ricordare le prestazioni coraggiose di veterani come Samuel e Zanetti, di puro orgoglio, stanco ma sempre vivo, piuttosto che le prove svogliate e disastrose di altri “anziani” come Lucio e Chivu. Ci piace ricordare la crescita esponenziale dei giovani Poli e Obi, piuttosto che il calo a picco di venerabili maestri sul viale del tramonto come Cambiasso e Stankovic.

Ci piace ricordare i lampi di talento, in patria o fuori, di Alvarez e Coutinho, piuttosto che la stagione tutta ira e Twitter di Sneijder. Ci piace ricordare i ventiquattro gol in campionato dello straordinario Milito, principe ritrovato che merita più di tutti un ultimo ballo vincente, piuttosto che la mira sbilenca di Pazzini. Ci piace ricordare la voglia e le idee di Stramaccioni, capace di dare in nove giornate alla squadra un’identità che i disastrosi Ranieri e Gasperini non avevano saputo dare in una stagione intera.

Da lui, da loro riparte il percorso di risalita, la Via Lucis nerazzurra. Avanti Inter, è tempo di risorgere. Sempre e per sempre dalla stessa parte ci troverete.




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