Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

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Il girone di ritorno per i nerazzurri è iniziato come il girone d’andata, con una sconfitta. La classifica ora recita: Inter al quinto posto, staccata di nove lunghezze dalla vetta e di tre dal terzo posto, l’ultimo utile per ottenere la qualificazione alla prossima Champions League.

Il passo falso di ieri pomeriggio al “Via del Mare” non ci voleva proprio per gli uomini di Ranieri. Dopo le sette vittorie consecutive, questo brusco e inaspettato stop ha fatto riaffiorare discorsi che per alcune domeniche erano stati accantonati, complici i risultati positivi. Problemi che ci costringono a tornare con la mente a quest’estate, quando Branca&Co avrebbero dovuto gettare le basi per un nuovo ciclo. E invece…

La cessione dell’uomo più prolifico, Samuel Eto’o, compensata dall’arrivo della meteora Forlan, che dalle parti di San Siro in molti non sarebbero in grado di riconoscere, è soltanto la punta dell’iceberg. Tutto era iniziato con la scelta di affidarsi a Gasperini: la durata del suo contratto (un anno, ndr) dovrebbe bastare per capire quanto la società credesse nel progetto.

Poi l’acquisto di Jonathan, atterrato a Malpensa come erede di Maicon e ripartito per Parma sulle orme di Gresko; la scommessa Poli, data per persa senza neanche averci provato (187 minuti giocati in stagione, un gol e tanta panchina), e il “colpo” Alvarez, ragazzo argentino dalle grandissime potenzialità ma ancora troppo discontinuo per giocare da titolare. Infine la tentazione last minute Zarate, nell’inutile speranza che ad Appiano potesse finalmente comprendere che il calcio è un gioco di squadra.

Queste sono state le fondamenta su cui Branca aveva deciso di costruire la stagione 2011-2012. Sappiamo tutti com’è andata nei primi mesi e se non fosse stato per Ranieri, soprannominato “l’aggiustatore” mica per niente, saremmo ancora nelle zone basse della classifica. Una volta giunti al mercato di riparazione ci saremmo aspettati degli acquisti di livello per ridurre il gap dalle squadre di testa, ma così non è stato.

L’ultima speranza è quella di centrare a fine stagione almeno il terzo posto, in attesa che il presidente, dalla prossima estate, torni a regalarci qualche grande giocatore in grado di spegnere il ritrovato entusiasmo biancorossonero.

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