L'undici di SpazioInter

L’undici di SpazioInter


Con l’esonero di Gasperini e l’arrivo di Ranieri noi di SpazioInter abbiamo sentito meno l’esigenza di dare consigli al tecnico sull’undici da schierare. Ma siccome, da buoni italiani, ci piace vestire i panni dell’allenatore, riprendiamo con piacere questa abitudine.

A Catania la partita è decisiva e l’Inter è costretta ad affrontarla senza Poli, Chivu, Sneijder, Julio Cesar, Ranocchia, Coutinho, Obi e Forlan. Poche le scelte da fare. Di sicuro non quella del pacchetto difensivo: Castellazzi-Maicon-Samuel-Lucio-Nagatomo è una scelta obbligata. Rientra Cordoba, ma le prestazioni più recenti sconsigliano l’uso del colombiano convalescente.

A centrocampo c’è un po’ più di (apparente) varietà con sette uomini per quattro posti. Noi propendiamo per la scelta del centrocampo in linea con Jonathan e Zanetti sugli esterni e il duo Cambiasso-Stankovic a combinare nel mezzo fase offensiva e difensiva. Il Catania gioca in velocità e sfrutta ampiamente le fasce con i vari Lanzafame, Izco, Gomez e Catellani. Meglio avere due uomini per fascia a presidiare l’esterno del campo e poter efficacemente attaccare la precaria difesa a tre etnea. La rapidità siciliana potrebbe risultare fin troppo indigesta al rientrante Thiago Motta, già lento di suo nelle poche partite in cui è stato sano, e a Ricky Alvarez, talento al rallentatore. Muntari invece di corsa ne ha tanta ma Catania per lui è stata già zona di pericolo rosso per ben due volte. Preferiremmo evitare di assistere alla terza.

Sfruttando in maniera ottimale le fasce, arriverebbero tanti cross nel mezzo. E allora dentro le due prime punte di ruolo, Milito e Pazzini, a raccogliere gli inviti che già nei primi quaranta minuti a.R. (avanti Rocchi) contro il Napoli erano piovuti nell’area nerazzurra. Nella ripresa pronti a subentrare Zarate e Castaignos, magari simultaneamente sui due esterni, formando con uno fra Milito e Pazzini un inedito tridente ad alta pericolosità, soprattutto per i soli Legrottaglie, Spolli e Capuano.

Giovanni Cassese

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