Inter e Milan: stesso punto, diverso trattamento

Inter e Milan: stesso punto, diverso trattamento


Fa una certa impressione vedere Inter e Milan appaiate nella parte destra della classifica con un solo punto dopo due giornate. Nonostante la stessa posizione, però, gli stati d’animo sulle due sponde di Milano sono completamente differenti. La stampa parla solo dei problemi dell’Inter, dando per scontato che quelli dei rossoneri siano passeggeri, dovuti per lo più alla sfortuna e agli infortuni. Un grande provocatore come Josè Mourinho avrebbe sicuramente parlato di “prostituzione intellettuale”, per distrarre l’attenzione dai problemi e ricompattare la squadra. In questo il portoghese era maestro. Cerchiamo ora però di capire le reali ragioni di questa disparità di trattamento.

Innanzitutto le situazioni delle due squadre non sono così simili. Il Milan infatti nel turno di Champions è riuscito a strappare, seppur in maniera fortunosa, un pareggio al Camp Nou, mentre l’Inter ha perso in casa contro il Trabzonspor, una semisconosciuta squadra turca. La differenza è notevole. I rossoneri poi sono stati colpiti dagli infortuni nel reparto offensivo: sono fuori Ibrahimovic, Robinho, Boateng e Inzaghi. In casa nerazzurra certamente gli indisponibili purtroppo non mancano ma non si può parlare di vera e propria emergenza. Tra i titolari l’unico grande assente è Maicon.

Ma veniamo ora agli aspetti comuni. La difesa milanista, come quella interista, ha mostrato lacune preoccupanti. In campionato ha subito 5 gol in due partite, peggio anche di quella nerazzurra. La tanto elogiata coppia Nesta-Thiago Silva non sembra più la diga dell’anno scorso e anche a centrocampo i nuovi arrivati Aquilani (alias Mister X) e Nocerino sono stati accusati di non fare abbastanza filtro. Di questo i giornali potrebbero parlare sicuramente di più.

Dette queste cose sulle squadre, le ragioni degli stati d’animo differenti risiedono molto probabilmente nella situazione societaria. Il Milan ha massima fiducia in Allegri, condivide il suo progetto, ne ha assecondato le decisioni (come quella di rinunciare a Ronaldihno, pupillo di Berlusconi), non l’ha mai messo in discussione. L’Inter invece ha scelto Gasperini dopo il rifiuto di altri allenatori, non l’ha mai difeso veramente, anzi Moratti ha espresso dubbi sul suo modulo preferito. Le critiche sono sicuramente azzeccate, ma un presidente non dovrebbe mai delegittimare in pubblico il proprio allenatore, perchè cosi facendo anche i giocatori si sentono autorizzati a fare la stessa cosa in campo. Questi sono segnali di debolezza che la stampa non può ignorare, perchè i giornali vivono di questi “scoop”, non c’entra niente la prostituzione intellettuale. Nessun giornalista infatti ha mai nascosto i problemi tra Berlusconi e alcuni suoi allenatori (ultimo dei quali Leonardo), per la tendenza del presidente rossonero a cercare di mettere il naso nella composizione della formazione. In questo caso è la società nerazzurra che ha sbagliato con qualche dichiarazione di troppo.

Ora all’Inter serve la prima vittoria per scrollarsi di dosso le critiche e l’ansia. Contro la neopromossa Novara l’occasione è ghiotta. I tre punti sono la condizione sine qua non per ricevere elogi dai media.

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