Zenga: “Ripresa del campionato? Situazione dura, priorità alla sicurezza”

Walter Zenga, da poco diventato il nuovo allenatore del Cagliari, si è espresso circa la situazione attuale concernente lo stop del campionato, per motivi di sicurezza sanitaria.

Le parole di Zenga

Queste le sue parole, ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

“Dal 7 marzo non ho più sentito un giocatore, li ho lasciati in pace con le famiglie: ce l’hanno tutti qui, l’unico senza sono io. Sto facendo corsi di leadership online, su Wyscout ho studiato i profili tecnici e personali dei giocatori. Ho uno svantaggio rispetto agli altri 19 allenatori, sono appena arrivato: devo ridurre velocemente questo gap.

Ma non sapere quando mi servirà tutto questo è dura, preferirei mi dicessero: fino a fine maggio non se ne parla. Autoisolamento? Dall’8 marzo, il giorno dopo un test con l’Olbia: il Cagliari è stato il primo club a suggerire ai suoi giocatori due settimane di autoisolamento preventivo e nel frattempo abbiamo iniziato a studiare tre ripartenze differenti.”

Ripresa smart working: attività a casa con supervisione del preparatore atletico. Ripresa a gruppetti, basata sul ricondizionamento. Ripresa ottimistica: tutta la squadra in campo. Per ora, primo protocollo: nessuna ripresa effettiva, solo attività a casa. Quanto serve alla squadra per essere pronta? Normalmente, pensiamo all’estate, dai 30 ai 45 giorni. Ma stavolta senza amichevoli.”

NAINGGOLAN È un top player che ha intelligenza, corsa, qualità, tiro. Può stare dove vuoi, anche davanti alla difesa, però io gli cercherò un posto fisso: quello dove potrà rendere al cento per cento.”

RIPRESA DEL CAMPIONATO “Io oggi penso solo che vorrei non vedere più bare portate via dai militari, sentire di fabbriche chiuse, di gente senza lavoro. Se riprende il calcio vuol dire che riprende un po’ di vita e allora accetteremo quello che sarà. Nel caso la vedo dura finire entro giugno, più facile sfondare su luglio, e allora: le vacanze? Chissenefrega delle vacanze. Dobbiamo giocare a Ferragosto? Giochiamo a Ferragosto. Quattro partite alla settimana? Giochiamole. Stipendi tagliati? Non è giusto così: sarà così per forza.”

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