Frattesi: “Gruppo fortissimo”, poi l’elogio allo spogliatoio

Nel terzo episodio di New Brothers, nuova rubrica di Inter TV, il protagonista è stato Davide Frattesi che ha rilasciato delle belle dichiarazioni sul club nerazzurro.

Inter TV ha deciso di aprire una nuova rubrica per cercare di aumentare ancora di più l’interazione dei giocatori con i tifosi nerazzurri. Il nuovo format si chiama New Brothers ed è già arrivato al suo terzo episodio, che ha visto come protagonista assoluto Davide Frattesi, arrivato all’Inter a luglio di quest’estate.

Frattesi ha ripercorso tutta la sua carriera dagli albori, per poi soffermarsi sul suo nuovo inizio in nerazzurro:

Su come si è appassionato al mondo del calcio:

“Ho iniziato a giocare a 4 anni e mezzo, fu mamma a portarmi perché ero scalmanato: chiese alla pediatra se ci fosse uno sport per tranquillizzarmi, le disse il calcio. Prima piangevo perché mi stancavo: funzionò e diventò la mia passione. Lei mi voleva far star tranquillo, non era proprio passione per lei”.

Sulla sua seconda passione:

“Il tennis, Federer era il mio idolo, mi guardavo tutte le partite. Decisi di abbandonarlo quando gli allenamenti iniziarono ad essere 4-5 a settimana: mi dispiacque molto perché era una grande passione. Se non fossi diventato calciatore avrei fatto il tennista, oppure l’avvocato”.

Il primo stadio dove ha giocato:

“Il primo stadio in cui ho giocato è stato Il Curi. Facemmo un torneo da piccoli. La prima partita da professionista fu in Coppa Italia nel 2017 col Sassuolo, una grande emozione. C’era anche Bastoni”.

Sui cambiamenti fatti sul suo ruolo:

“Inizialmente facevo il portiere, poi l’attaccante. Poi venne Franceschini e mi cambiò ruolo e mi mise a fare la mezzala: non ero d’accordo, oggi devo ringraziarlo”.

Il suo primo regalo calcistico:

“Delle Total 90, le scarpe di Ronaldinho: me le regalarono i nonni, ancora le custodisco gelosamente”.

Frattesi ospite a New Brothers: le parole

Sul rapporto con la famiglia:

“Con la mia famiglia ho un bellissimo rapporto,  appena posso cerco di ripagarli dei loro sacrifici, anche se non sarà possibile. Il mio più grande sostenitore è stato il nonno, mi lasciava le pagelle sulla sua porta dopo le partite”.

Le parole di Frattesi
Intervista a Frattesi (lapresse) spaziointer.it

Sul suo momento più difficile fino ad ora:

“Finito il settore giovanile andai a Sassuolo, non giocavo e mi ruppi pure il quinto metatarso, fu un anno particolare. Ma non può andare sempre bene, quindi uno li mette in conto i momenti difficili”.

Sulle sue caratteristiche in campo:

“Come centrocampista sono un incursore, faccio diga, corro sempre: devo migliorare nella gestione della palla”.

Sull’importanza dello spogliatoio:

“Lo spogliatoio è importante, è lì che si vincono le partite: sembra una frase fatta ma è la verità. Se c’è un gruppo forte gli obiettivi diventano da impossibili a sempre meno difficili”.

Su cosa conta nel calcio:

“Conta di più la determinazione del talento: ci sono tanti esempi di grande talento ma senza testa non si arriva. Ci sono invece esempi di persone che hanno meno talento ma che con la dedizione hanno raggiunto traguardi importanti”.

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