Milan-Inter, sarà un derby nostalgico: “the last dance” a San Siro

Luci a San Siro, di quelle sere di maggio. Si accendono i riflettori sul “Giuseppe Meazza”, per un doppio confronto tutto meneghino, destinato a rimanere negli annali del calcio europeo. Lo sguardo attento dell’intero globo sarà puntato ad ovest del capoluogo lombardo, dove la “Scala del calcio” ha già preparato il proprio abito blu cosparso di stelle.

Ad impreziosire il look dell’arena milanese ci penseranno le due curve, pronte ad esibire le coreografie che accompagneranno l’ingresso in campo dei propri gladiatori. D’altronde, nella città della moda, ogni addetto ai lavori ci tiene a ben figurare agli occhi di tutto il mondo. Il Biscione e il Diavolo si trovano ancora una volta testa a testa, venti anni dopo quella semifinale del 2003, che accese ancor di più una rivalità già infuocata.

Nessuno ha dimenticato quel doppio pareggio, tanto esaltante per i milanisti quanto beffardo per i nerazzurri. In un tempo ormai “lontano” in cui il gol in trasferta aveva doppia valenza, Shevchenko e compagni spianarono la strada verso il trionfo di Manchester.

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Milan-Inter, i nerazzurri avanti nel pronostico e con voglia di rivalsa: il Diavolo per la conferma

L’Inter ha il dente avvelenato per un’altra eliminazione subita dai “cugini” nell’aprile 2005. In quei quarti di finale il contenzioso si sbilanciò più nettamente verso la sponda rossonera, che passò alla fase successiva con un passivo di cinque reti a zero, sebbene la sfida di ritorno fu assegnata a tavolino agli uomini di Ancelotti nel match passato alla storia come “il Derby della vergogna”, quando dalla Nord piovvero fumogeni a non finire verso l’area difesa da Dida.

Non c’è due senza tre? Questo lo scopriremo solo vivendo. A scacchiera intonsa i bookmakers vedono la banda di Inzaghi in vantaggio. Ma il DNA europeo del Diavolo raramente tradisce. Un attributo accomuna però i due schieramenti: la rinascita. Dopo il Triplete nerazzurro del 2010 e il tricolore targato Allegri del 2011, una nuvola senza precedenti si è posata sulla Milano calcistica. Milan e Inter si sono addormentate, allontanandosi da trofei e palcoscenici prestigiosi.

Il digiuno prolungato per una decade è stato interrotto da due uomini, capaci di allontanare il buio: Antonio Conte e Stefano Pioli. Il primo ha interrotto il dominio juventino nel 2021, ponendo le fondamenta per l’egregio lavoro continuato da Inzaghi. Mentre i nerazzurri devono molto alla guida dei due tecnici, i milanisti non scorderanno la risalita condotta da Pioli, che dalle ceneri ha ricostruito un gruppo da scudetto

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Euroderby, San Siro all’ultimo ballo: quanti ricordi nella “Scala del calcio

Se nel biennio precedente a rifioritura si è incentrata all’interno dei confini nazionali, in questa stagione le due formazioni hanno alzato l’asticella sul fronte continentale. Poco di un anno fa, infatti, la Madonnina si gustava il duello scudetto, in cui furono Calabria e compagni a spuntarla. Per rendere maggiormente l’idea, basta tornare col pensiero a 386 giorni fa: 19 aprile 2022, semifinale di Coppa Italia a tinte “rossoneroazzurre”. Allora fu il Biscione a mangiarsi il Diavolo, che si riscattò un mese dopo a Reggio Emilia .

Segno che, negli ultimi anni, il derby ha acquisito un fascino ulteriore. Oggi le due milanesi si godono il panorama dai gradini più in alto d’Europa. E chi lo sa chi salirà ancora: Pioli o Inzaghi? Il desiderio di conferma o la voglia di rivalsa? Tra i dubbi naturali di questo sport, una certezza si eleva: come l’Inter, anche San Siro vuole la sua rivincita, per l’ultimo ballo.

L’impianto milanese non può permettersi altre figuracce come avvenne nel 2005: a meno di clamorose congiunzioni astrali, quello imminente sarà l’ultima stracittadina di Champions e il “Meazza” vuole brillare per lasciare il segno nella memoria di ogni appassionato. Milano è pronta, non potrebbe essere altrimenti per la città più europea d’Italia. E con essa anche la “Scala del Calcio”,che esibirà la mise delle grandi occasioni, con un velo di malinconia: perchè di luci a San Siro, non ne accenderanno più.

 

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