Di Gregorio da brividi: “A 13 anni ho perso mio padre e l’Inter mi è stata vicino”

Mentre in casa Inter c’è grande fermento per il big match di domani sera contro il Napoli, sfida che dirà molto sul prosieguo di campionato della squadra di Inzaghi, c’è chi spende parole al miele per i nerazzurri.

Si tratta del portiere del Monza Michele Di Gregorio, cresciuto calcisticamente proprio nell’Inter.

Classe ’97, l’attuale portiere dei brianzoli è entrato a far parte delle giovanili nerazzurre all’età di soli sei anni, facendo tutte le trafile e arrivando in Primavera dove ha vinto anche uno scudetto. Nel 2017 è iniziato il suo giro di prestiti, prima al Renate, in Serie C, poi al Novara, sempre in Serie C, dopodiché al Pordenone, in Serie B.

Dopo l’annata in Friuli, passa al Monza, sempre in prestito, dove sarà protagonista di due stagioni ottime, con la seconda che catapulta i biancorossi in Serie A.

Arriva, così, il debutto nella massima serie e l’obbligo di riscatto, che sancisce la fine del rapporto con l’Inter, ma non la stima per i colori nerazzurri.

Intervistato a La Gazzetta dello Sport, infatti, il portiere parla proprio della squadra che lo ha fatto crescere.

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Le parole

Michele Di Gregorio
Getty Images, Di Gregorio, portiere, Monza

Sulla sua carriera fino ad ora: “Se ripenso al 2017, quando esordii tra i professionisti a Renate, ritenevo questo percorso quasi impossibile. In cinque anni sono cresciuto come uomo e come giocatore. Ho accettato il Monza subito, credevo nel progetto fin dal principio. Ho fatto bene finora, ma posso fare ancora meglio“.

Sul passato con l’Inter: “Sono entrato nel vivaio interista a quasi 7 anni, aggregato ai Pulcini che erano più grandi. Sono originario di Corsico, alle porte di Milano, e ho iniziato subito in porta. Mi buttavo su ogni pallone, volevo sempre stare in porta anche quando giocavo con mio cugino“.

Infine, parla della morte del padre e ringrazia la società nerazzurra per essergli stata vicino: “A 13 anni ho perso mio padre Marcello: l’Inter mi è stata molto vicino. A casa avevo mia madre Agata, mia sorella Angela, mio zio Gianni e mia nonna. Fuori c’era l’Inter“.

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