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“Ma questo è un mostro!”: Onana pazzo del calciatore nerazzurro

La pazienza è la virtù dei forti e André Onana ha dimostrato di essere un supereroe. Il portiere camerunense non ha mai pronunciato una parola fuori luogo, ha saputo aspettare il suo momento dietro il capitano Handanovic, totem dell’Inter per un decennio.

Dopo le prime apparizioni in Champions League, l’estremo difensore arrivato dall’Ajax ha conquistato la titolarità anche in Serie A, aiutando la squadra a risalire posizioni in classifica. Ora Onana è impegnato con il suo Camerun nei Mondiali in Qatar, ma freme dalla voglia di tornare a calcare il prato di San Siro.

Le anticipazioni dell’intervista di Onana

La Gazzetta dello Sport ha intervistato Onana poco prima della sua partenza per il Medio Oriente. Il portiere si è raccontato, parlando del passato e del presente, sempre con onestà e umiltà. Domani la sua intervista sarà presente sul magazine Sportweek, ma sono già trapelate alcune anticipazioni ufficiali.

Sulle differenze tra lui e Handanovic: “Handanovic è un gigante, mi tolgo il cappello. Mi aiuta e consiglia sempre. Io sono un portiere moderno, esco, mi prendo un sacco di rischi e gioco con i piedi. Mi piace”.

Sulla città meneghina: “Milano è magnifica, manca solo il mare e poi è il posto ideale per vivere. Sono africano, nero, ma vivo tra i bianchi, rispetto le regole e provo a farmi valere”.

formazioni viktoria plzen Inter
André Onana – Inter

Sui suoi idoli di infanzia: “Da bimbo sognavo guardando i miracoli di Casillas, Buffon, … Ma il più grande è Manuel Neuer: fa cose da pazzi. Mi ispiro a lui”.

Sui nuovi compagni di squadra: “Avete visto come crossa Dimarco? Come lancia Calha? La prima volta che ho visto Barella, ho detto a Lukaku: <<Ma questo è un mostro!>>”.

Sui tifosi nerazzurri: “Il popolo interista è incredibile. Quando con il Plzen Rom ha iniziato a scaldarsi, mi tremava la terra sotto ai piedi: mai visto un amore così. Ora inizia a voler bene anche a me…”.

Sul suo futuro se non avesse fatto il calciatore: “Se Eto’o non mi avesse dato fiducia con la sua Academy, chissà, magari sarei in Camerun a fare il poliziotto o mi sarei arruolato nell’esercito!”.

FEDERICO LUIGI DI MINGO

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