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Inter, Marotta ammette: ”Sorteggio sulla carta favorevole, ma dobbiamo riflettere sulle troppe sconfitte in trasferta”

L’Inter deve ancora digerire la sconfitta subita ieri sera all’Allianz Stadium. La Juventus ha spento definitivamente le speranze nerazzurre di Scudetto, ma adesso bisogna guardare avanti per centrare gli altri obiettivi stagionali.

La stagione è ancora lunga e può regalare soddisfazioni: lo sa bene Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, che ha parlato a margine dell’evento Rcs Academy dopo il sorteggio degli ottavi di Champions League:

“Il sorteggio sulla carta potrebbe essere favorevole, ma massimo rispetto per il Porto: è una squadra imprevedibile, giocheremo il ritorno da loro. Al di là di quelle che oggi sono credenziali di giornata, il campo sarà giudice. Per ieri sera c’è amarezza: è una sconfitta assolutamente meritata, a gioco lungo la Juventus, nonostante avesse importanti defezioni, ha meritato di vincere.”

Giuseppe Marotta – Inter

”Io non guardo le statistiche, ma in questo caso devono portarci a profonde riflessioni al nostro interno: abbiamo subito 19 gol, 16 in trasferta, con quattro sconfitte. Siamo l’Inter, non siamo abituati a questo: dobbiamo fare un’analisi approfondita e far sì che questo double-face tra squadra e trasferta sia diverso. Si riparte facendo un’analisi, questo è compito dell’area tecnica, dell’allenatore e dei giocatori: mercoledì giochiamo contro il Bologna, che è in forma, e avremo un altro scontro diretto con l’Atalanta. Quelli precedenti secondo me ci sono serviti per capire dove e come rimediare.”

”Skriniar? Vorremmo arrivare ad una conclusione: non so definire le tempistiche, nel corso di questa settimana avremo un incontro con l’agente. Skriniar è un ragazzo molto attaccato alla maglia, spero questo attaccamento possa tradursi in una definizione del rapporto positiva per tutti. Scudetto? E’ un campionato anomalo, ci sono ancora 25 punti: il cammino fino ad oggi è costellato da queste sconfitte che sono tante per l’Inter. Dobbiamo superare questa difficoltà e capire come mai c’è un differenza netta tra quando giochiamo a San Siro e fuori”.

FEDERICO LUIGI DI MINGO