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Zanetti sul Triplete: “Lo abbiamo fatto per un motivo”, poi la frase su Facchetti

Quando parla Javier Zanetti, per un tifoso dell‘Inter è sempre il momento di mettersi lì ed ascoltare. Oggi il capitano di una vita, attualmente vice presidente nerazzurro, ha parlato ai microfoni di Inter Tv. Di seguito riportiamo i tratti salienti dell’intervista:

“Mi reputo una persona vera, che cerca sempre di trasmettere agli altri quello che è. Il primo giorno all’Inter lo ricordo benissimo, conobbi anche Giacinto Facchetti: una grande persona che mi ha insegnato tanto. Arrivai insieme a Rambert, che in quel momento era indicato da tutti come più forte del sottoscritto: era stato capocannoniere in Argentina, mentre io ero uno sconosciuto. Poi ho iniziato a giocare e non mi sono fermato più”.

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Sulle emozioni nei derby:

“Sono partite diverse, difficilmente certe emozioni puoi provarle in altri match. Ricordo i derby di Champions, quando fummo eliminati dopo due pareggi: in quelle settimane a Milano si respirava un’aria di tensione clamorosa“.

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Gli argentini del Triplete:

“Cambiasso, Samuel e Milito sono miei fratelli. Per tutti noi argentini l’Inter era come casa, la nostra famiglia. Siamo riusciti a vincere perché eravamo grandi uomini e non solo grandi calciatori: ci aiutavamo tutti e siamo stati guidati da allenatori importanti”.

“Vittorie, queste, che sono arrivate dopo anni difficili: in tanti anni ho vinto solo una Coppa Uefa. Per questo ai ragazzi, oggi, dico che devono essere resilienti e non abbattersi dopo una semplice sconfitta. Ho vissuto momenti devastanti, come il 5 maggio, e altri bellissimi come la notte di Madrid”.

Sulle emozioni dell’ultima partita a San Siro:

“C’erano davvero tutti, fu molto molto emozionante: in quel momento mi sono passati in testa tutti i 20 anni, i chilometri, le persone che ho incontrato. Non ho pianto in quel momento, ma prima e dopo sì”.

PIERFRANCESCO VECCHIOTTI