Questione di DNA, l’Inter è pazza e sempre lo sarà

Sempre la solita Inter, quell’Inter che da un momento all’altro si perde. Quell’Inter che, reduce da vittorie condite da belle prestazioni, butta all’aria quanto di buono ha fatto poco prima. Quell’Inter che, quando meno te lo aspetti, ti delude.

Ben venga, quando la “pazza Inter” compie imprese incredibili, certo. Ciò che preoccupa, però, riguarda i momenti di black out come quello di ieri sera. “Pazzia” totalmente diversa.

Bologna-Inter

L’occasione di riprendersi il primato era ghiotta e dopo tre minuti di gioco la sensazione era quella, almeno secondo i più ottimisti. Niente da fare, però. L’Inter ha deciso di complicarsi la vita e di lasciare non uno, ma ben tre punti al Dall’Ara.

I nerazzurri pensavano alla sfida contro i felsinei come un bonus da utilizzare e sfruttare per agguantare e superare i cugini rossoneri.

Purtroppo, quel bonus è diventato un malus. La paura è che possa esserci un contraccolpo psicologico, ma Inzaghi e la squadra hanno dimostrato più volte di saper uscire dai momenti bui.

Se vogliamo dirla tutta, inoltre, la squadra vista ieri non è paragonabile a quella delle ultime uscite, ma neanche alla squadra che tra febbraio e marzo sembrava essersi smarrita.

Dunque, c’è solo una cosa da fare. Dimenticare subito Bologna e pensare alle ultime quattro partite con la consapevolezza che la vetta è lì, a sole due lunghezze, e che chi sta davanti in classifica non ha perso l’occasione di lasciar punti per strada durante l’anno.

Adesso però serve il lato buono della “pazza Inter” perché, in un modo o nell’altro, l’Inter è “pazza” e sempre lo sarà, questione di DNA.