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“L’Inter può vincere ad Anfield!”: avete sentito?

Arrigo Sacchi, intervistato da La Gazzetta dello Sport, parla della partita di ieri sera tra Inter e Liverpool e dice la sua in cista del ritorno ad Anfield.

Sacchi
Arrigo Sacchi

Le sue parole

Lo so che a guardare il risultato c’è da disperarsi, ma io credo che l’Inter, nonostante la sconfitta, non sia così distante dal Liverpool e credo che i nerazzurri potrebbero anche vincere ad Anfield”.

Sulla partita: “Il calcio è davvero strano. Nel primo tempo il Liverpool ha dominato e l’Inter è stata a guardare, con un atteggiamento molto italiano. Nella ripresa, invece, i nerazzurri hanno tolto la maschera e hanno cominciato a giocare, a tenere il pallone e, di conseguenza, a mettere in difficoltà gli avversari. E poi, quando nessuno se l’aspettava, ecco il gol incredibile di Firmino e lì la partita è finita. Ma il risultato, lo dico subito, è esagerato”.

L’ottimismo di Sacchi in vista del ritorno: “La prima parte della ripresa. È quella la strada che l’Inter deve seguire per arrivare ad altissimo livello. E non è lontana. Nel primo tempo, invece, la squadra era troppo timida e attendista, poco coraggiosa. Il Liverpool attaccava con sette o otto giocatori, l’Inter al massimo con due o tre. Quando, nella ripresa, ha avuto il comando delle operazioni ha creato due occasioni in pochi minuti, e il pubblico ha rialzato la testa. Il Liverpool, comunque, è una formazione con i fiocchi”.

Su cosa debba migliorare l’Inter: “Nel pressing. Ci si deve lavorare sopra con impegno e con intensità. Il pressing è fondamentale perché ti consente di essere protagonista anche quando il pallone ce l’hanno gli avversari e li costringi a giocare come vuoi tu. L’Inter fa ancora poco pressing, deve aumentarlo. Recuperare in fretta la palla è importante perché ti permette giocate improvvise. Nel secondo tempo ho visto che i nerazzurri hanno alzato il baricentro e hanno dato più fastidio al Liverpool nella costruzione della manovra”.

Sul migliore tra i nerazzurri:Perisic, soprattutto. È stato bravissimo. E anche Brozovic, che non mi delude quasi mai. I difensori hanno sofferto un po’, ma non hanno concesso grandi occasioni. Forse là davanti si poteva fare qualcosa di più, ma nel primo tempo l’Inter ha attaccato con pochissimi uomini e allora tutto diventa difficile”.