Torino-Inter, le pagelle: Lautaro cinico, Eriksen-Sanchez spaccapartita

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Pur soffrendo, e non poco, l’Inter compie un altro passo verso lo scudetto. All’Olimpico di Torino, i nerazzurri battono 2-1 i granata: decidono i gol di Lukaku su rigore e Lautaro. Ecco le pagelle per gli uomini di Conte.

TORINO-INTER, LE PAGELLE: LUKAKU TORNA UMANO

Handanovic 5.5: Lo sloveno non è spesso chiamato in causa, ma in occasione del gol sembra un po’ indeciso, soprattutto sulla parata che di fatto consegna il pallone a Sanabria, che non sbaglia e firma l’1-1.

Skriniar 6: L’ex Samp si propone molto spesso sulla destra a dare man forte ad Hakimi e Barella. Dietro, non rischia più di tanto. Partita sufficienze, senza sbavature né grandi giocate degne di nota.

De Vrij 6: L’olandese si ritrova un cliente diverso dal solito attaccante fisicamente rognoso, e Sanabria lo punta spesso senza però mai creare veri pericoli. Ingaggia poi il duello individuale con Zaza e limita l’ex Juve.

Bastoni 5.5: Solitamente la sua salita palla al piede sulla sinistra porta a lanci precisi e a giocate precise, ma stavolta il centrale di sinistra è imperfetto, con una serie di cross e passaggi fuori misura.

Hakimi 5: Con le squadre chiuse fa fatica. Se in campo aperto è devastante, con le difese piazzate commette più errori di misura e si avventura di meno in dribbling. Non una buona prestazione per l’ex Real Madrid. (Dall’88’ Darmian s.v.: entra per far rifiatare Hakimi, si mette a destra e aiuta nella copertura difensiva nel finale).

Barella 6: Anche lui, come molti dei suoi compagni, è impreciso palla al piede, ma rimedia come sempre con la sua quantità e con la capacità di recuperare e combattere sulle seconde palle.

Brozovic 5.5: Il faro del centrocampo nerazzurro privo di Eriksen stavolta non fa partire i giusti fasci di luce. Fa molta fatica con il Toro chiuso tutto nella sua metà campo e, ad eccezione del cambio di gioco, non riesce ad imporre il giusto ritmo. (Dall’80’ Sanchez 6.5: il cileno entra ed è subito “Maravilla”. Lotta, crea pericoli e dimostra che con un Torino chiuso dietro serve la qualità delle sue giocate. Una di queste è l’assist vincente per il gol di Lautaro. Sia quando chiamato a giocare titolare che da subentrato si dimostra l’arma in più).

Gagliardini 5: Se Eriksen e Vidal vengono prima nelle gerarchie, c’è sicuramente un motivo. Con la palla al piede rallenta il gioco nerazzurro, che non a caso giova della sostituzione. Offre giusto qualcosa in più in fase di inserimento, ma non è comunque incisivo. (Dal 56′ Eriksen 6.5: l’Inter non può più fare al meno del danese, questo è ormai certo. Entra e contro un Torino impegnato soprattutto a chiudersi e a difendere mette in mostra la sua qualità, avviando l’azione che porta al rigore trasformato da Lukaku).

Perisic 6: Partenza subito propositiva del croato, che spesso salta l’uomo e mette interessanti palloni in area. Richiamato per far posto a Young nel secondo tempo. (Dal 56′ Young 6: l’ex United entra bene in campo, si propone sulla sinistra ed è anche attento dietro).

Lautaro 7: Nei primi 60 minuti si fa vedere davvero poco, anzi sbaglia subito il possibile vantaggio. Poi, però, sale in cattedra e, ai punti, è decisivo. Rigore dello 0-1 procurato e 1-2 all’86’: è il Toro a garantire i tre punti contro il Toro. (Dall’88’ Vecino s.v.: importante recupero dell’uruguaiano, che entra proprio per dare fisicità nel momento di pressione finale del Torino. I nerazzurri hanno ritrovato uno dei protagonisti delle scorse annate, nella speranza che possa dare una mano anche nel finale di questa stagione).

Lukaku 6: Solo il rigore segnato salva una prestazione altrimenti ben poco convincente del belga. Non è il solito spaccadifese, non è incisivo e viene più volte limitato da Bremer. Si inceppa lui, si inceppa l’Inter. Ma anche lui, ai punti, contribuisce alla vittoria.

Conte 6.5: La sua Inter non gioca bene, come del resto nel primo tempo di Parma e nel match con l’Atalanta. Ma i secondi tempi sono un’altra storia. E, stavolta, il tecnico, sostituito da Stellini in panchina, la vince grazie ai cambi: sono Eriksen e Sanchez, infatti, a dare il cambio di marcia dal punto di vista della quantità e della qualità. E un altro passo verso lo scudetto è compiuto.