Bergomi: “L’Inter si può giocare il campionato e vincerlo, però possono riuscirci anche le altre”

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Beppe Bergomi ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport, nella quale ha parlato della lotta scudetto e dei traguardi a cui possono ambire i nerazzurri. Ecco le sue parole:

Sulle squadre più forti: “Io l’ho detto a tutela dell’Inter quando era appena uscita dalla Champions e tutti dicevano che l’Inter, senza impegni nelle coppe europee, era “obbligata” a vincere lo scudetto. Ecco, questa è un’affermazione sbagliata perché la Juve, anche se c’è stato un cambiamento, è sempre davanti come valori; il Milan ha un organico molto profondo e il Napoli è molto forte anche se Rino, forse per problemi interni, non riesce a tirare fuori il massimo da quello che ha. Il tutto senza dimenticare ovviamente l’Atalanta, che mi piace tantissimo. Detto questo, metto tutte queste squadre sullo stesso piano: l’Inter si può giocare il campionato e vincerlo, però possono riuscirci anche le altre

Su Eriksen: L’Inter da anni non ha uno che calcia bene le punizioni e, solo per questo, Eriksen è una risorsa da sfruttare. Personalmente non lo vedo come regista basso perché è un giocatore che più lo allontani dalla porta, più fa fatica e nel 3-5-2 di Antonio la cura della fase difensiva è molto importante. Per questo, al di fuori dei titolari, il danese può avere spazio solo a ridosso delle punte dove, tra l’altro, può essere decisivo anche perché ha un ottimo tiro dalla distanza”

Sul merito di Conte: “Tantissimo perché lavorare all’Inter non è facile e lui sta tenendo con forza e determinazione la barra dritta. Però, tra arrivare in zona Champions e vincere, c’è un ultimo gradino da fare ed è quello più difficile. Nel biennio di Conte, l’Inter non è mai riuscita a far bene la partita decisiva. L’anno scorso doveva vincere con il Barcellona e ha perso, quest’anno doveva battere lo Shakhtar e non ce l’ha fatta. Lo stesso sta accadendo in campionato dove, nell’ultimo mese, quando il Milan ha perso, l’Inter non è mai riuscita a fare i tre punti”

Sul mercato: “Al netto di come finirà l’idea dello scambio tra Sanchez Dzeko, direi che manca un Hakimi a sinistra, un giocatore capace di saltare l’uomo con grande facilità. Lì gioca Young che è un destro, oppure Perisic che è adattato, mentre Kolarov viene considerato più un centrale e manca un mancino naturale che abbia gamba e capacità di dribblare. E poi mi sarebbe piaciuto vedere Gervinho all’Inter: era una bella pensata prenderlo”.