GdS - Lautaro: "Voglio lo scudetto, Conte mi ha fatto crescere tanto e non voglio fermarmi. A Milano sto bene"

GdS - Lautaro:

Il toro Lautaro Martinez si racconta in una lunghissima intervista al settimanale della Gazzetta dello Sport, SportWeek. L'Argentino ha parlato di Inter, del suo futuro, della vita privata insieme alla sua compagna Agustina, segue un estratto dell'intervista.

Sulla nascita della figlia

Lui: "Non vediamo l’ora di vederla. Siamo così contenti… è una cosa meravigliosa e anche i nostri genitori sono felici. Nina sarà la loro prima nipotina".
Lei: "Non ce l’aspettavamo. E all’inizio è stato difficile accettare l’idea: siamo giovani, pensavamo a un figlio, ma più avanti… Ho fatto un test per caso, per essere sicura che non fosse e invece… Quando Lau è tornato a casa mi ha trovata in lacrime, è rimasto scioccato, siamo stati una settimana così…".
Lui: "Dieci giorni sul divano… tramortiti…".
Lei: "Poi dopo la prima ecografia, dopo aver sentito il battito di quel cuoricino, è cambiato tutto. Abbiamo realizzato ed è stato molto emozionante. Il momento è difficile, mettere al mondo Nina in piena pandemia da Covid-19 mi fa un po’ paura, ma non vediamo l’ora di vederla. È la cosa più bella che poteva capitarci"

Sullo scudetto: "Certo che lo voglio, lavoro per questo, sono qui per questo"

Sulla famiglia: "Quando sono andato via da casa avevo 16 anni, è stato molto difficile. Adesso sono ancora più lontano dai miei genitori e dai miei fratelli e avere una persona accanto che pensa solo a farmi stare bene è importante. Lei mi dà serenità. I miei li sento tutti i giorni, ogni mattina trovo il buongiorno di mamma sul cellulare"

Immaginavi di diventare un campione da 100 milioni? "Forse non me lo immagino ancora. Nel calcio devi lavorare ogni giorno per migliorarti ed essere decisivo. Io lo faccio da quando ero piccolo. Ero così già da bambino: quando andavo a palleggiare in strada e imitavo Falcao, il mio idolo del River Plate, non tornavo a casa sino a quando non mi riusciva di fare quello che mi ero messo in testa. Anche a scuola ero così".

Sul compagno di reparto Lukaku: "Con lui sto bene, in campo e fuori. È un bravo ragazzo, parla otto lingue ed è importante questo in una squadra come la nostra. Ed è molto umile. Ha una storia simile alla mia, veniamo dal niente, ci capiamo"

Su Conte, quanto è esigente? "Molto. È un allenatore che lavora per migliorarti fisicamente e tatticamente. Per me è stato fondamentale il suo arrivo all’Inter, mi ha fatto crescere tanto. E non voglio fermarmi"

Sul mercato: "Che si parli di te e di club importanti è una cosa bella, però anche pesante. Vai a mangiare e parlano di te, vai al bagno e parlano di te. Devi essere forte di testa. È stata un’estate faticosa. Oggi sono all’Inter e sono felice. Qui sto bene. Milano è una città bellissima, dove c’è tutto. Ora arriva anche Nina e sarà ancora più bello"

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Matteo D'Anella
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