Lautaro si racconta: "Devo molto a Milito, fa parte della mia top Inter"

Lautaro si racconta:

Lautaro Martinez si racconta alla rivista MatchDay Programme: dall'idolo Falcao all'Inter dei suoi sogni.

L'INFANZIA E LO SPORT

Il "Toro" svela il suo attaccante di riferimento: "Il mio idolo d’infanzia era Falcao, lo ammiravo quando giocava al River Plate. L’ho conosciuto in Coppa America quando abbiamo giocato contro la sua Colombia e gli ho chiesto di scambiarci le maglie".

Ma il classe '95 va anche oltre il calcio: "Una delle mie più grandi passioni è il basket. Mi piace seguirlo, da piccolo ci giocavo spesso con mio fratello Jano. E poi, sono nato nella stessa città di Manuel Ginobili, che ho anche conosciuto".

LA VITA PRIVATA E L'INTER DEI SOGNI

L'attaccante argentino ha diversi tatuaggi ma: "il primo ha un grande significato per me e l’ho fatto presto: è il nome di mio nonno, mia madre me l’ha concesso perché era il suo papà".

Da buon argentino, non poteva non cucinare l'asado: "Io sono il re dell’asado! Ma il mio piatto preferito è il «Pastel de papa», una ricetta classica argentina con molti ingredienti, patate e carne su tutti.

Ma quali sono le più grandi gioie di Lautaro Martinez? "Sono davvero felice quando segno e la squadra vince. Fuori dal campo, so che una delle gioie più grandi sarà la nascita di mia figlia Nina".

Per concludere, il numero 10 nerazzurro seleziona i "suoi" migliori calciatori dell'Inter: "Julio Cesar, il portiere del Triplete, Samuel, un vero e proprio muro in difesa, Zanetti, il capitano, un esempio per tutti, Cambiasso, un allenatore in campo e Milito, un attaccante micidiale a cui devo molto".

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Giovanni Palmisano
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