Marotta: “La UEFA deve essere più precisa. Le assenze non sono un alibi, ma bisogna dosare le forze”

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Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, l’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta ha parlato dell’attuale situazione in casa nerazzurra, partendo ovviamente dal caso Hakimi: “C’è delusione e rammarico per come si sono susseguiti i fatti e per le decisioni che abbiamo subito, la mattina della gara era negativo, alle 16 positivo, quindi ci ha cambiato l’organizzazione della gara. Non è un alibi ma un dato di fatto, la UEFA deve essere più precisa. Hakimi è stato riabilitato grazie a due tamponi del laboratorio con cui lavoriamo, ringrazio lo staff medico e le autorità”.

“Le assenze non sono un alibi, ma bisogna dosare le forze”

Marotta si è espresso anche sulle rotazioni di formazione, queste le sue parole: “I consultivi di questa fase sono provvisori, il calendario troverà una sua logica più avanti, siamo ancora all’inizio. Abbiamo terminato il 20 di agosto e questo ha portato condizionamenti. È azzardato fare consultivi definitivi già da ora, considerando che anche noi abbiamo subito danni dalla situazione legata al COVID, che non è comunque un alibi. È un momento della stagione di grande stress competitivo, tra Champions e campionato ci sono stati anche gli impegni con le nazionali. L’allenatore si trova nella condizione di dover dosare i proprio giocatori, sia per gli infortuni, che per il COVID, oltre al fatto di dover mettere una formazione che tenga conto di questi impegni ravvicinati. Non dimentichiamo che martedì abbiamo un’altra partita importante”.

“Progetto a medio termine”

Riguardo gli obiettivi nerazzurri: “Vincere lo scudetto è un’impresa difficile, la concorrenza è agguerrita, ogni anno si parte per ottenere il meglio. Nell’ambito della gestione in termini di piano, utilizzare una data significa ragionare a medio termine, ma è una situazione abbastanza logica. C’è fiducia, continueremo nel percorso preso e con l’obiettivo di vincere”.

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