Conferenza Antonio Conte a meno uno dal derby: "Sanchez è in bilico"

Conferenza Antonio Conte a meno uno dal derby:

Quello di domani sarà il derby di Milano numero 173 della Serie A, il numero 226 dei derby ufficiali tra Inter e Milan. Antonio Conte deve rinunicare a diversi calciatori per i 6 casi di Coronavirus (forse Bastoni recupera per la panchina), la squalifica di Sensi e il dubbio Sanchez.

Ma la rosa nerazzurra è molto ampia e di qualità, il clima è carico. Ecco le parole dell'allenatore pugliese nella conferenza pre derby.

"ERIKSEN STA GIOCANDO IL GIUSTO"

Quanto sarà difficile e importante il derby di domani?

"Sappiamo che il match di domani sarà contro una squadra difficile perché il Milan è forte ed è in forma. Noi vogliamo proseguire il percorso iniziato sapendo che domani ci saranno delle difficoltà".

Cosa si aspetta dai nazionali?

"La maggior parte sono arrivati ieri, per utlimi Vidal e Sanchez dal Cile, ieri sera. Se fai bene in Nzaionale sicuramente sei più motivato, dobbiamo essere bravi anche a sfruttare il morale di questi calciatori"

Quanto è difficile preparare il derby con tante defenzioni e poco tempo a disposizione?

"Sicuramente mi sarebbe piaciuto avere almeno un giorno in più, ma questi sono i calendari e lo sappiamo. Con videoanalisi e lavagna cercheremo di accorciare l'allenamento che non potrà essere neanche molto intenso fisicamente per gli impegni con le Nazionali".

Ti aspetti di vedere una prova di maturtà del tuo gruppo proprio in una situazione emergenziale?

"Da qui alla fine della stagione ci saranno molto prove di maturità. Sicuramente mi aspetto una grande crescita dei miei ragazzi, soprattutto sotto il proilo delle responsabilità".

Quali sono le condizioni di Sanchez?

"Sanchez è tornato ieri con un affaticamento muscolare. >Faremo delle attente valutazioni anche perché questa è la prima di sette partite da giocare in pochi giorni. Se sarà a disposizione vuol dire che lui sitesso si sarà preso la responsabilità di dirsi pronto al match piuttosto che aspettare".

In caso di diverso format del campionato sarà rispettata la reale forza delle squadre?

"Io penso che noi dobbiamo essere molto collborativi. Abbiamo passato un periodo molto duro e mi è dispiaciuto che ci siamo dimenticati in fretta di quel periodo. Ora sembra che ci sia di nuovo un periodo difficile per tutti. Io credo che sia alivello sportivo che extra lavorativo dobbiamo essere ancora più bravi tutti ad affrontare questa situazione. Fermarsi sarebbe sicuramente molto grave per tutti. Non voglio parlare di arbitri, nè di infortuni: dobbiamo unirci tutti quanti e fare del nostro meglio nel nostro ambito".

È cambiata la filosofia delle squadre italiane cercando molto di più l'attacco a costo di qualche perdita in difesa? Siamo diventati più europei o è solo una cosa momentanea?

"Il calcio è sempre in continua evoluzione e penso che un calcio proposititivo, di ritmo e di pressione sia ciò che viene fatto. Soprattutto in Europa ma anche in Italia dalla maggior parte delle squadre. Ovviamente ognuno deve lavorare in base alle sue disponbilità ed esigenze".

Le tante difficoltà in vista di domani devono spingere ancora di più chi scende in campo domani?

"Non penso che le maggiori difficoltà debbano alzare l'intensità, la rabbia o la determinazione di una squadra. Credo che queste debbano restare sempre le stesse. Per quello che mi riguarda sono stato soddisfatto da quando sono arrivato all'Inter per i calciatori molto motivato che ho trovato".

Come vede il duello Hakimi-Theo Hernandez?

"Domani si affrontano Inter e Milan. Dentro questa partita ci saranno diversi duelli come quello tra i due esterni. Sono due calciatori molto veloci ma anche molto tecnici".

Quali sono le indicaizoni per gli esterni di centrocampo con Kolarov e D'Ambrosio in difesa?

"Concettualmente non cambia molto. Aldilà di chi giochi in difesa gli chiediamo di essere partecipe anche nella fase di costruzione. Ho avuto calciatori che sono nati terzini che poi sono stati messi in quella posizione come al Chelsea Azpilicueta, ma anche Danilo e Kolarov. Spesso si pensa che la difesa a tre sia una scelta difensiva, invece è un passaggio verso l'attacco. La difesa a tre è un'evoluzione a livello mondiale, anche se poi tutto dipende dall'impostazione dai alla tua squadra".

Hai già deciso chi giocherà tra Brozovic ed Eriksen?

"Sicuramente ho meno problemi di altre volte visto che ho a dispzione 4 centrocampisti. Come ho detto domani è la prima di 7 partite ogni 3/4 giorni, ci saranno delle rotazione necessarie ma sono tranquillo nel farle. Magari domani giochiamo con alcuni centrocamposti, mercoledì con altri e in campionato con altri ancora. L'importante è che ci sia sempre grande disponibilità da parte di tutti".

Eriksen ha detto che all'Inter gioca poco. Cosa pensa di queste parole?

"Non so se giochi poco o meno. Per me adesso sta giocando il giusto, io prendo decisioni sempre nell'interesse della squadra. Io sono contento di ciò che sta dando a questo gruppo e credo che anche lui sia felice di lavorare con noi. Ci sarà spazio per lui, come per tutti in questa estenuante stagione".

Quando potranno rientrare gli attuali positivi?

"Li monitoreremo quotidianamente. Ci siamo organizzati con lo staff anche per matenerli in condizione pur restando a casa. Il vero prblema è proprio questo: recuperare subito la condizone persa, dobbiamo ridurre al minimo questo problema.

Quanto mancherà il pubblico? Ha un messaggio per i tifosi?

"Sicuramente giocare senza pubblico è molto brutto. Noi lavoriamo proprio per dare soddisfaaione ai nostri tifosi che spesso si privano di qualcosa pur di venire allo stadio. Dispiace che non ci sia questo scambio di emozioni tra hio gioca e il nostro tifoso. Ma voglio ribadire: cerchiamo di essere quanto più collaborativi e propositivi, cerchiamo di autare chi deve prendere queste decisioni. Ai nostri tifosi posso dire che daremo sicuramente il massimo per i colori della nostra maglia"

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Giovanni Palmisano
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