LE PAGELLE di Inter-Ludogorets: Sanchez il migliore, Godin impacciato

LE PAGELLE di Inter-Ludogorets: Sanchez il migliore, Godin impacciato

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Senza tifosi e senza grandi acuti, l’Inter supera 2-1 il Ludogorets (4-1 tra andata e ritorno) e si fa spazio verso gli ottavi di Europa League. In attesa di conoscere l’avversaria dei nerazzurri, ecco le pagelle del match.

LE PAGELLE

PADELLI 5,5: Il giovedì europeo non dà troppi rompicapi alla porta nerazzurra. Sul vantaggio del Ludogorets non copre al meglio lo specchio della porta, ma a sua discolpa c’è da dire che quella traversa-gol avrebbe fulminato gran parte dei suoi colleghi. Si riscatta su Swierczok, ma non dà molta sicurezza.

D’AMBROSIO 6,5: È l’unico ammonito della gara sponda Inter, ma a parte questo neo è autore di una buona prestazione. Sempre sul pezzo, è una certezza e un jolly difensivo per Antonio Conte.

RANOCCHIA 6: Ha la giustificante dello scarso minutaggio, può fare di meglio, ma la sua gara non è da buttare. Con la fascia al braccio cerca di dirigere la difesa e spesso prova anche ad impostare da dietro… nella norma.

GODIN 5: Ancora non si vede il Diego Godin dell’Atletico. Sbaglia in maniera grossolana sul gol facendosi spostare da Cauly. Nel secondo tempo continua a peccare di superficialità e fa fatica anche quando viene adattato al ruolo di terzino nella difesa a 4.

MOSES 6,5: Prova senza infamia e senza lode per l’esterno nigeriano. Gioca molto avanzato e crea qualche problema a Nedyalkov. Quasi si procura un penalty, ma dopo un check del VAR non ci sono gli estremi per andare alla review.

BARELLA 6: Tocca tanti palloni senza però brillare. Al 40′ rischia di sorprendere Iliev calciando dalla lunga distanza, unica giocata degna di nota per il talentino sardo che poi farà spazio a Brozovic all’intervallo.

BORJA VALERO 6,5: Ordinaria amministrazione per un professionista con classe ed esperienza come lui. Borja dimostra di poter essere il metronomo di un’Inter rimaneggiata. Senza troppi giri di parole, il migliore della mediana nerazzurra.

ERIKSEN 6: Nei primi minuti sembra un po’ spaesato, poi ingrana e regala a Biraghi l’assist per il momentaneo 1-1. Chiude la prima frazione di gioco in crescendo, per poi spegnersi insieme ai suoi compagni nella seconda metà della ripresa. Deve ambientarsi.

BIRAGHI 6: Altra prestazione a malapena sufficiente per l’ex viola. Questa volta lo salva un gol, abbastanza fortunoso visto che probabilmente il suo era un cross e che senza la deviazione di Terziev la traiettoria sarebbe stata tutt’altra. Promosso per il rotto della cuffia.

LUKAKU 6,5: In apertura spreca malamente in contropiede. Leggermente in ombra rispetto al solito, ma non manca mai il lavoro sporco per la squadra. Fattore non trascurabile: segna, sempre, comunque, anche non volendo.

SANCHEZ 7: È molto propositivo e manda segnali forti a Conte. Dà sempre l’impressione di essere pericoloso, non segna ma fa segnare (bel duetto con Lukaku per il 2-1). Sarebbe stato un bel toccasana per il suo morale se al 52′ avesse trovato la rete anziché la traversa, ma il gol è nell’aria.

BROZOVIC 5,5: Ha un tempo intero a disposizione per scaldare il motore in vista del big match di domenica all’Allianz Stadium. Non entra benissimo in partita, è nervoso e non riesce ad aiutare i suoi compagni.

ESPOSITO 5,5: Entra con la voglia di spaccare il mondo, di mettersi finalmente in mostra. Corre e pressa su tutti i palloni. Peccato per l’eccessiva frenesia che non gli permette di amministrare i pochi palloni che riceve. Ancora acerbo.

BASTONI s.v.: Gioca un quarto d’ora scarso in coppia con Ranocchia in un’inedita difesa a 4. Sbaglia un’anticipo, ma per il resto poco materiale da analizzare.

All. CONTE 6: È coerente con se stesso: fa giocare chi ha trovato meno spazio durante l’anno, senza però esagerare (si affida a Lukaku e Barella, poi entrambi sostituiti). Manda nella mischia anche Brozovic, che non entra con l’atteggiamento giusto ma quantomeno si prepara alla sfida alla Juve. Approfitta del risultato in ghiaccio per testare la difesa a 4, rimandata.

Stefano Masini

Stefano Masini

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