SpazioInter’s Stories – Filip Stankovic, sulle orme del dragone

Quando è arrivato a Milano nel 2004 per seguire suo padre, Filip Stankovic aveva compiuto da poco 2 anni. Quando lo ha visto battere Manuel Neuer con un tiro al volo da metà campo, ne aveva 9. È cresciuto così, tifando e sognando l’Inter. Oggi, alla soglia dei 18 anni, difende i pali della Primavera e chissà cos’ha in serbo per lui il futuro. Di certo la personalità non manca.

EREDITÀ PESANTE

Quel cognome, Stankovic, scalda i cuori nerazzurri. Non potrebbe essere altrimenti dopo dieci anni all’Inter, 326 presenze, 42 gol e 15 trofei (un terzo di questi arrivati nello storico 2010).

Papà Dejan ha lasciato a Filip un’eredità non indifferente, ma non solo a lui. Anche i suoi fratelli Stefan (2000) e Aleksandar (2005) stanno cercando la loro strada nel mondo del calcio. La loro è una famiglia di calciatori. E sarebbe stata una famiglia di centrocampisti se solo Filip avesse avuto un po’ più voglia di correre da bambino. No, non è la solita leggenda metropolitana… è andata proprio così.

A SCUOLA DAL MIGLIORE

I talenti sono diamanti grezzi che solo se finiscono nelle mani giuste possono finalmente mostrarsi al mondo. Il piccolo Stankovic è in buone mani? Decisamente sì. A prendersi cura di lui è Luciano Castellini. Sotto la sua ala protettrice sono cresciuti Walter Zenga, Gianluca Pagliuca, Sebastian Frey, Francesco Toldo e Julio Cesar. Quest’ultimo, stando alle parole del ragazzo, è anche il suo mito. Come non innamorarsi di Julione…

PRIMI PASSI

Come dicevamo, oggi Filip è il numero 1 della formazione di Armando Madonna. Prima di approdare in Primavera, però, il ragazzo aveva già avuto modo di togliersi qualche soddisfazione: campione d’Italia U16 prima e U17 poi, passando per la Supercoppa U17. Tutto questo con la fascia di capitano al braccio.
Stankovic sta facendo del suo meglio e anche un certo Antonio Conte l’ha notato: con Handanovic fermo ai box, Filip è stato convocato per la prima volta in Serie A per Udinese Inter 0-2 dello scorso 2 febbraio. Nella trasferta di ieri a Razgrad, ricopriva addirittura le vesti del secondo portiere; se Padelli avesse avuto qualche problema sarebbe stato pronto a fare il suo esordio con i grandi. Appuntamento rimandato

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