Hakan Sukur si sfoga:” Non sono un traditore o un terrorista”

Hakan Sukur, da stella del calcio ad autista Uber: “Non sono un traditore o un terrorista”


Duro sfogo dell’ex attaccante, che si è ritrovato a fare il tassista negli usa, a causa del suo presunto coinvolgimento nel Golpe Turco.

Non mi è rimasto niente

Hakan Sukur, calciatore ex Inter, racconta la sua delicatissima situazione in Turchia che l’ha costretto a emigrare negli Stati Uniti. ‘Privato del diritto di libertà, non mi è rimasto niente”.

L’ex attaccante Turco, con una discreta carriera italiana, si è ritrovato “cacciato” da casa sua e costretto a guidare un taxi nelle vie di Washington, a causa dei suoi contrasti con il presidente Erdogan. “Mi ha tolto tutto, non mi è rimasto niente”.

Hakan Sukur dopo il ritiro dal calcio si lanciò nel mondo della politica, proprio nella lista di Erdogan; divenendone anche un parlamentare nel 2011. In seguito tra i due vi furono dei contrasti che culminarono con l’accusa di partecipazione al colpo di stato fallito. Oggi l’ex calciatore di sfoga dicendo la sua sull’accaduto: ”Golpe? Quale sarebbe stato il mio ruolo? Nessuno è in grado di spiegarlo. Ho sempre fatto cose legali. Non sono un traditore o un terrorista. Sono un nemico del governo, ma non dello Stato o della nazione, amo il mio Paese”.

Purtroppo negli ultimi anni lui e la sua famiglia sono stati letteralmente perseguitati. “Grazie al partito era aumentata la mia popolarità. Poi quando sono iniziate le ostilità è cambiato tutto. Ricevevo continua minacce dopo ogni dichiarazione – confessa l’ex Galatasaray -. Hanno lanciato bombe nella boutique di mia moglie, i miei figli sono stati molestati per strada. Mio padre è stato incarcerato e tutti i beni sono stati confiscati. Ho gestito una caffetteria in California, ma venivano persone strane al bar che suonavano la musica Dombra (definita dall’AKP la musica dei veri turchi)”.

“Ritorna alla democrazia, alla giustizia e ai diritti umani. Interessati dei problemi della gente. Diventa il presidente di cui la Turchia ha bisogno”. L’augurio di Hakan Sukur che, nonostante non sia più perseguitato, è costretto a stare lontano dalla sua CASA, a causa di discordanze con il presidente Turco.

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