Inter-Verona: la conferenza stampa di Antonio Conte

Inter-Verona: la conferenza stampa di Antonio Conte


Il mister Antonio Conte parla in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Verona. Dopo la sconfitta di martedì a Dortmund, l’Inter deve riscattarsi e continuare la corsa in campionato.

CONFERENZA STAMPA: LE PAROLE DI CONTE

Che partita si aspetta contro il Verona?

“Il Verona è una squadra in salute, dobbiamo essere preparati a questo. Non sarà una partita semplice. Dobbiamo essere bravi a smaltire la delusione della Champions League che può lasciare qualche strascico. Anche questo fa parte di un percorso di crescita.”

Giusto parlare più del suo sfogo che della partita di martedì?

Voi lo vedete come sfogo, io no. È un discorso costruttivo, per cercare di capire dove si è commesso qualche errore. Senza additare nessuno, mettendomi per primo dentro nella situazione. Ripeto: voi l’avete visto come sfogo, io lo vedo in maniera costruttiva. Sono stato chiamato qui per cambiare i giri del motore dell’Inter degli ultimi 9 anni. […]Quando noi siamo nel privato, i dirigenti sono i primi a riconoscere alcune situazioni che potevano essere fatte in maniera migliore. Non ho problemi con i dirigenti, abbiamo lo stesso pensiero”.

Per quanto riguarda la situazione infortuni, è preoccupato?

“Sono situazioni che ci devono far fare delle riflessioni in maniera costruttiva. Quando affronti due competizioni così importanti devi mettere in preventivo gli infortuni. Per questo motivo noi dobbiamo essere bravi in futuro a cercare di evitare questo tipo di situazioni. Preoccupato? Mi fido molto di questo gruppo di ragazzi che sta facendo delle cose incredibili. Ma siamo in grande difficoltà, una difficoltà oggettiva che c’è stata in questo periodo di 7 partite in 20 giorni. Da una parte c’è preoccupazione perché il gruppo si sta riducendo, dall’altra i ragazzi stanno dando l’anima e stanno dando l’anima. Ricordiamoci che questo è un gruppo giovane: Lautaro 22 anni, Barella 23, Sensi, Bastoni e Lukaku. Stiamo parlando di un gruppo giovane sul quale si può costruire qualcosa di importante. Dobbiamo però alzare l’asticella a prescindere. Non dobbiamo avere alibi, siamo una squadra che deve tornare a competere per importanti obiettivi. È giusto quindi che io alzi l’asticella, ma lo faccio in maniera costruttiva”.

E’ fiducioso sul passaggio del turno in Champions? Sente la squadra totalmente sua?

“Per la seconda domanda dico assolutamente sì. Le scelte di mercato si fanno in collaborazione con il club, sapendo quello che si può e non si può fare. Il mio unico rimpianto è che nel momento in cui abbiamo programmato la rosa, non abbiamo messo in preventivo alcune eventi che erano già accaduti in passato. Sono contento di avere questi calciatori che ho conosciuto uno a uno. Sono giocatori affidabili al 110%, di spessore umano e a livello calcistico hanno voglia di lavorare. […]Avessimo fatto qualche rotazione in più prima della partita di Dortmund avremmo avuto qualche opportunità in più. […] Qualificazione Champions? Il calcio come la vita, ci sono delle occasioni in cui tu devi capire che ti può cambiare la vita. Vincere a Dortmund valeva essere con un piede e mezzo al prossimo turno. Oggi devo essere onesto, la sconfitta di Dortmund ha cambiato un po’ le chance di passare al prossimo turno, oggi sono esigue. Dobbiamo fare due vittorie, pensiamo a noi e non agli altri”.

Le condizioni di Sensi e D’ambrosio?

D’Ambrosio si sta allenando da una settimana con noi, ma avverte ancora un poi di fastidio. La calcificazione non arriva da oggi a domani. Lui è un giocatore di una generosità incredibile. Sappiamo che dopo c’è la sosta e potrebbe essere dunque disponibile. Sensi invece viene da un problema all’adduttore. Sta faticando a recuperare. Ho cercato di gestirlo, vediamo che tipo di situazione ci sarà per domani. Faremo delle valutazioni.”

Ultimi gol subiti, dove si può migliorare?

Per noi è meglio quando riusciamo a stare alti. Questa squadra ha fatto più di 30 gol. Ne abbiamo incassati un po’ di più rispetto alla media. C’è da lavorare e cercare di tornare a gioire anche per una porta inviolata. In questo come dico sempre attacchiamo in 11 perché anche il portiere è fondamentale“.

Qual’è stata la motivazione della grande differenza tra il primo ed il secondo tempo di Dortmund? Come lo spiega?

“Non so se per mancanza di forze nostre o per le forze dell’avversario ci hanno costretto a difenderci nella nostra metà campo. L’input era quello di continuare ad aggredirli alti, prendendoci dei rischi difendendo con 50 metri dietro alle spalle. Non lo so se nel secondo tempo avevamo la forza di difendere alti o c’è stata bravura dell’avversario. Preferibilmente, quello che noi vogliamo fare, è stare nella metà campo avversaria. Ci siamo accorti che quando siamo nella nostra metà campo facciamo fatica”.

Infine Conte ha descritto e spiegato quali siano le sue sensazioni, i motivi che hanno spinto alla sua reazione e il suo progetto nonché identità personale come allenatore dell’Inter.

“Io porto aspettative che porto su me stesso. Ogni cosa viene fatta per il bene dell’Inter. Se creo difficoltà a qualcuno o comunque cerco di portare qualcuno a lavorare a giri ai quali non è abituato mi dispiace. Se dovessi accorgermi che questo non fosse possibile diventa difficile. Io non posso snaturarmi. Io chiedo tanto a me stesso, dobbiamo andare alla ricerca dell’eccellenza. Per lavorare per l’eccellenza non possiamo accontentarci. Molti giocano sul fatto Conte-accontentato. Io non mi accontento, dobbiamo alzare l’asticella. Tutti dobbiamo alzarla, tutti uniti e compatti. Questo vuol dire voler bene all’Inter, altrimenti la storia sarà sempre uguale e sarà un peccato perché significa vivacchiare. Cerco di trasmettere questo a tutto l’ambiente, magari posso farlo nella maniera sbagliata, ma il concetto è questo”.

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