L'ALBA DEL GIORNO DOPO- Harakimi Inter

L'ALBA DEL GIORNO DOPO- Harakimi Inter

Né nera, né azzurra, tanto meno nerazzurra, quest'alba del giorno dopo. Piuttosto è grigia come quando le nuvole cariche di acqua arrivano a coprire il cielo azzurro e solare. Così il secondo tempo dell'Inter contro il Dortmund è andato a stravolgere ed oscurare il solare e raggiante primo tempo e ha portato un acquazzone che ha spazzato via tutto. Il Borussia rimonta 2 gol in meno di mezz'ora, è solo un problema di "coperta corta"?

IL BORUSSIA RIMONTA DI FRONTE A UN'INTER INERME

Un'Inter "forte e regolare" ieri non si è vista perchè buttare così una partita non è da squadra forte né regolare. Alla fine del primo tempo, i sorrisi sui volti dei tifosi nerazzurri erano rasserenanti e rasserenati, poi è iniziata un'altra partita, ed è molto difficile pensare che il calo sia dovuto solo ad un problema fisico.

La squadra ha giocato benissimo il primo tempo con freschezza, lucidità e coraggio e con due gol di vantaggio. È impensabile che non appena sia iniziato il secondo tempo ( che, questo sì, è stato "nero") tutti i giocatori fossero immediatamente e tremendamente stanchi. Perdere così non è neanche da "pazzi": ieri è successo qualcosa di diverso. È mancata completamente la forza di reagire ad un nuovo impeto del Borussia Dortmund, forse nell'intervallo la squadra non ha pensato ad un ritorno veemente degli avversari, di sicuro è andata in confusione in maniera così evidente da manifestare un problema di mentalità e di carattere. Dopo il primo gol di Hakimi l'Inter non ha saputo reagire, il secondo gol, poi, è arrivato su una serie di errori imbarazzanti della difesa, e anche qui il problema fisico sembra centrare davvero molto poco. Alla fine, il Borussia rimonta giocando praticamente tutto il secondo tempo oltre la linea di metà campo.

Anche contro il Barcellona si era vista un'Inter dalle due facce, ma quella era una storia diversa perchè la rimonta blaugrana fu molto merito della squadra di Valverde e dell'ingresso di Vidal ed effettivamente l'Inter era molto stanca nella ripresa. In quel caso l'Inter ebbe un calo "graduale" che può trovare risposta nella condizione fisica, oltre che nell'ingresso del cileno. Ieri il Borussia ha fatto 3 gol in 26 minuti aggredendo la fascia sinistra dell'Inter dove nel secondo tempo ha fatto tutto ciò che voleva. Nel secondo tempo il filtro dell'Inter non è esistito, il centrocampo nerazzurro è stato inesistente, le individualità impacciate, gli errori troppi. Non c'è stata la maturità di cambiare stile di gioco e fare un po' di "gioco sporco" e quindi rallentare i ritmi di fronte ad un Borussia così impetuoso. Questa qualificazione quasi cestinata, ricorda molto l'1-1 dello scorso anno contro il PSV: sul più bello, quando tutto dipendeva da lei, l'Inter è crollata, a Milano un anno fa, a Dortmund ieri.

LA CLASSIFICA DEL GRUPPO F: UN PIEDE FUORI DALLA CL

Ora l'unica nota positiva è il vantaggio negli scontri diretti col Borussia (2-0 all'andata, 2-3 al ritorno) ma la qualificazione agli ottavi è davvero molto complicata, quasi impossibile. Prima dell'harakiri nerazzurro era arrivato il pareggio interno del Barcellona contro lo Slavia Praga, partita che si è conclusa senza reti. Ecco allora la classifica del gruppo F: Barcellona 8, Borussia Dortmund 7, Inter 4, Slavia Praga 2. Quasi nulla dipende dall'Inter che se non avesse staccato la spina si sarebbe trovata al posto del Borussia, 3 punti avanti ai tedeschi e non 3 punti dietro. Quasi nulla, perchè in un caso l'Inter non dipenderebbe affatto dai risultati di Barcellona e Borussia: nel caso in cui vinca a Praga contro lo Slavia e a Milano contro il Barcellona. Inutile dire che fare 6 punti su 6 con queste due partite è molto difficile ma è necessario crederci, senza crearsi false speranze.

A prescindere dal passaggio del turno, quello che si è visto ieri deve far riflettere non solo la società come ha detto Conte (molto esplicitamente), ma anche l'allenatore stesso che già dai tempi della Juve brillava in campionato ma non in Champions. Un conto è la coperta corta che sicuramente esiste, un altro è uscire senza ombrello sicuri che il sole duri per sempre, facendosi trovare inermi di fronte ad un brusco e grigio acquazzone.

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Giovanni Palmisano
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