Inter: To be, or not to be?

Inter: To be, or not to be?

L'inter in un anno ha cambiato allenatore e rivoluzionato la rosa. È finalmente tornata grande?

"To be, or not to be". Il dilemma, ad un anno esatto di distanza dal derby vinto all'ultimo minuto, è sempre lo stesso: dove può arrivare questa Inter?

Le alternative dell'Amleto shakespeariano consistevano nel vivere soffrendo o nel ribellarsi rischiando di morire. Roba che al protagonista della tragedia impediva qualsiasi movimento, che all'Inter invece, ne ha creato tantissimo.

Dodici mesi fa, a decidere era Icardi. A esultare come un matto, il buon Luciano Spalletti. Ad imporsi, la solita pazza Inter. Oggi sembra tutto diverso. L'argentino è volato a Parigi, in panchina è arrivato Conte e della Pazza Inter non ne vuol sentir parlare nessuno.

Eppure, nella stagione in corso, la formazione nerazzurra è stata quasi perfetta in campionato ma poco incisiva in Champions. Ha giocato una partita straordinaria contro il Barcellona e una non proprio da ricordare contro la Juve. È stata in grado di imporsi per 70 minuti contro chiunque, ma di soffrire maledettamente negli ultimi 20 anche dopo esser stata avanti di tre gol. In pratica: essere e non essere.

Guardando bene, il dilemma sembra restare. A cambiare però, potrebbero essere le risposte.

L'Inter di un anno fa sembrava andare benissimo in Champions, ma dava l'impressione di sgretolarsi al cospetto delle grandi d'Europa. Quella di oggi, ha racimolato un punto nelle prime 2 partite e sembra invece poter mettere paura a chiunque. È cambiata la mentalità. È cambiato l'approccio.

La formazione di Spalletti non cercava di scappare dalla pazzia, ci correva mano nella mano. Rimontava il Tottenham e poi perdeva a Cagliari. Giocava con Ranocchia in attacco e usciva dall'Europa con il PSV. Quella di Conte fa l'opposto. La pazzia sembra tornare contro la Sampdoria per mano di Sanchez, ma viene spenta da Gagliardini. Sembra materializzarsi contro il Sassuolo per mano di Boga, ma viene cancellata dalla muraglia nerazzurra.

Un anno dopo quel derby, alla vigilia di una partita fondamentale come quella contro il Borussia Dortmund, i tifosi nerazzurri sono orgogliosi della loro squadra e convinti di potersela giocare con chiunque. Nessuno pensa più a quella domanda. Sicuri che la risposta sia ancora così difficile?

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Giuseppe Errante
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