L'alba del giorno dopo: fa male, ma che Inter al Camp Nou!

L’ALBA DEL GIORNO DOPO – C’è tanto rammarico, ma che Inter al Camp Nou!


Fa male. Oggi ancor più di ieri, probabilmente. Fa male perchè l’Inter si ritrova a un punto dopo due giornate, ma soprattutto perchè ha giocato un primo tempo davvero di alto livello. Fa male, perchè il Barcellona l’ha ribaltata con due giocate di due fenomeni. Fa male, perchè il rigore su Sensi sullo 0-1 grida ancora vendetta.

INTER SUPER NEL PRIMO TEMPO, VIDAL CAMBIA LA RIPRESA

Senza Lukaku, lasciato precauzionalmente a Milano, l’Inter si presenta al Camp Nou con la coppia Lautaro-Sanchez e il trio Barella-Brozovic-Sensi in mediana. Gli uomini di Conte partono forte, aggressivi su tutti i palloni e in pressione costante sul portatore di palla avversario. Proprio dal pressing nasce la rete del vantaggio siglata dal Toro, bravo a bucare Ter Stegen con un preciso sinistro a incrociare. La gara si mette come meglio non avrebbe potuto per i nerazzurri, che hanno così la possibilità di aspettare i blaugrana nella propria metà campo per poi ripartire.

Strategia vincente, perchè nonostante i tentativi di pressione avversari l’Inter riesce sempre a uscire palla al piede, con triangoli stretti e scambi veloci tra le due punte. Serve un super Ter-Stegen per evitare lo 0-2 di Lautaro, Sensi sfiora la traversa con un bel destro a giro e Sanchez di testa manda fuori dal limite dell’area piccola. Insomma, è un’Inter come non si era mai vista quest’anno: ordinata, pulita, letale nelle ripartenze ma, purtroppo, poco cinica. E diciamolo, quando hai cinque occasioni nitide in casa del Barcellona non puoi “accontentarti” di aver realizzato solo un gol.

La ripresa è tutta un’altra storia, Valverde manda in campo Vidal al posto di Busquets e il Barça passa al 4-2-3-1, mandando in tilt l’organizzazione difensiva dell’Inter. In una delle rare sortite offensive nerazzurre della ripresa però, Sensi viene atterrato in area di rigore. L’ex Sassuolo va a terra, recrimina, ma il direttore di gara non ferma il gioco. Si prosegue e sulla stessa azione – seppur qualche minuto più tardi – Vidal trova Suarez al limite dell’area di rigore: il pistolero trova una rasoiata al volo degna di un grande campione, non lascia scampo ad Handanovic e fa 1-1. Subìto il pareggio, i nerazzurri abbassano ulteriormente il proprio baricentro, pensando più al pareggio che non ad offendere. Il 2-1, a cinque dalla fine, porta ancora una volta la firma di Suarez, dopo l’unica invenzione della gara di Messi e a causa dell’unico errore di Godin.

L’Inter cade al Camp Nou, si ritrova terza nel girone e con la doppia sfida col Dortmund all’orizzonte. La sconfitta di Barcellona brucia, perchè i nerazzurri hanno giocato con il cuore, con l’anima e con qualità. Segnali positivi in vista del futuro, una prestazione incoraggiante che deve far riflettere su quelle che sono le reali potenzialità di questa squadra. L’Inter torna da Barcellona con il sacco vuoto, ma con una consapevolezza ancor più consolidata. Fa male, molto. Ma la prestazione di ieri è un monito di ottimismo per qualsiasi interista: questa squadra è unita, ha voglia e sa giocare a calcio. Anche in casa dei più forti, anche contro gli episodi. Fa male perdere così, ma c’è uno spiraglio di luce anche in una serata storta.

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