Inter, senti Matrix: "Questo Barça non è quello del 2010"

Inter, senti Matrix: “Questo Barça non è quello del 2010”


L’ex difensore ha rilasciato a Marca una lunga intervista sull’Inter di ieri e di oggi, elogiando la fase difensiva dei nerazzurri. E’ proprio la fase difensiva, per Materazzi, la chiave contro il Barcellona

“GODIN HA UN’ESPERIENZA ENORME, LUKAKU ATTACCANTE MOLTO UTILE”

Marco Materazzi è stato uno dei leader dell’Inter del triplete. Anima italiana di quell’Inter, ha i colori nerazzurri tatuati sulla pelle e nel cuore. E alla vigilia della riedizione di una delle sfide simbolo di quel magico 2010, Barcellona-Inter, è stato intervistato dal quotidiano catalano Marca.

Il 23 è partito ovviamente da quelle due sfide nella primavera del 2010, e non ha risparmiato qualche frecciatina ai blaugrana. Su Mourinho: “Ha insistito sul fatto che non dovevamo commettere errori se volevamo passare. È stato molto importante segnare in casa e lo abbiamo fatto. Quel Barcellona era una squadra quasi imbattibile, la più forte della sua storia. Dopo il risultato dell’andata siamo andati a Barcellona con fiducia, anche se sapevamo che con Messi in campo poteva succedere di tutto”. 

Fiducia incrinata pesantemente dall’assurda scenata di Bousquets, che costò l’espulsione di Thiago Motta e “regalò” all’Inter più di 60 minuti in inferiorità numerica: “Era ingiusta. Ma invece quella decisione che avrebbe potuto ucciderci e fare a pezzi, ha compattato il gruppo. Eravamo uno in campo, quelli che giocavano e quelli in panchina”.

Matrix non si risparmia nel difendere l’Inter: ad una domanda sulle polemiche circa la direzione di Benquerença (arbitro della semifinale d’andata) risponde sicuro: “Parla, parla, parla … Le parole vengono spazzate via, ciò che rimane è che abbiamo vinto la Champions League quell’anno“.

Passando all’Inter attuale, Materazzi non nasconde le difficoltà in Champions: Questa Inter deve consolidarsi in Italia prima di pensare alla Champions League. Abbiamo visto che il Liverpool ha fatto un percorso di sei o sette anni giocando ad alti livelli prima di vincere la Champions League. Dopo molti anni, l’Inter deve consolidarsi prima in Italia”.

Sulla nuova Inter, targata Antonio Conte della squadra nerazzurra: “E’una squadra molto solida. Prende pochissimi gol. Tutti sono ben organizzati dietro la palla, è molto difficile giocare contro di loro. Ora la cosa più importante è la solidarietà. Non è mai facile iniziare quando arrivano così tanti nuovi giocatori e allenatore. L’Inter è in una fase di costruzione delle basi di una squadra”.

Sui nuovi arrivi: “(Godin, n.d.r) Ha un’esperienza enorme, sia nell’Atletico che a livello internazionale. Inoltre, ha il vantaggio della continuità nel suo gioco perché la filosofia di Simeone è molto simile a quella di Conte. L’adattamento sarà più semplice”. 

“Alexis è entrato poco perché è stato tra gli ultimi ad arrivare. La metodologia in Inghilterra è diversa da quella in Italia e devi essere paziente. Per quanto riguarda Lukaku,  è un giocatore che si sacrifica molto per la squadra. Speriamo segni 20, 30 o 40 gol, ma anche di più. È un attaccante molto utile per la squadra a causa del lavoro che svolge“.

Ma il Barca 2019 è paragonabile al Barça di Xavi, Iniesta, Dani Alves e Puyol? “Il Barcellona è sempre forte, ma ora non fa più paura ai rivali. Non è quello del 2010, quella squadra non tornerà mai più. Tutti giocavano a memoria, fenomeni. Ora ne hai tre o quattro nella squadra, ma prima erano dieci fenomeni e un alieno di nome Messi”.

Domanda finale sul famoso episodio di Coppa del Mondo con Zidane: “Non vale più la pena ricordare. Non ho alcun problema con Zidane e vorrei congratularmi con lui per tutto ciò che ha realizzato negli ultimi anni come allenatore”. 

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