Stefano Sensi, la mossa rivoluzionaria di Antonio Conte

Stefano Sensi, la mossa rivoluzionaria di Antonio Conte

"Era meglio lasciarlo al Milan, 30 milioni sono troppi", o anche "Cosa ce ne facciamo di un giocatore del Sassuolo?" e tanti altri se ne potrebbero trovare. Di che si parla? Di alcuni pensieri social letti qua e la dopo l'ufficialità dell'acquisto di Stefano Sensi.

QUALITA', CORSA E GOL. UN TUTTOFARE AL SERVIZIO DELLA SQUADRA

Non è servito troppo tempo all'ex Sassuolo per prendere in mano il centrocampo dell'Inter. Anzi, ci ha messo poco più di venti minuti, quelli trascorsi fino al gol siglato contro il Lugano nella prima amichevole estiva. Da quel momento, il rendimento del classe 95' è cresciuto esponenzialmente partita dopo partita, giocata dopo giocata. La rete di testa con l'Udinese, il vantaggio siglato a Genova e il gol del 2-0 con il Lecce.

Sei partite e tre reti, numeri che a centrocampo rappresentano quasi una rarità in un periodo così limitato - l'ultimo a riuscirci, pensate, è stato Stankovic nella stagione 2006/07 - ma non solo. Perchè Sensi è entrato in maniera diretta in altre due marcature dei suoi compagni: il rigore di Lukaku a Cagliari, dopo una giocata meravigliosa del 12 in area rossoblù, e il 2-0 di Sanchez in casa della Samp, bravo a ribadire in rete un tiro non proprio irresistibile dell'ex Sassuolo.

E se numeri del genere non dovessero essere sufficienti per descrivere l'utilità di Sensi in nerazzurro, basta guardare la semplicità e la fluidità con cui lo stesso si esprime in campo. Tocco di palla sopraffino, ottimo tiratore, scaltro nella giocata e veloce nel pensiero. Un centrocampista completo, dinamico, presente in zona gol e attento quando c'è da gestire il pallone, come ha fatto egregiamente dal momento del suo ingresso contro la Lazio.

Antonio Conte non ha avuto alcun dubbio nello schierarlo al fianco di Brozovic, finalmente libero dall'onere di dover gestire in solitaria la costruzione della manovra. Insieme, i due rappresentano il vero salto di qualità rispetto agli scorsi anni, contraddistinti più da uomini fisici che non di qualità. A Barcellona, nel tempio di Xavi e Iniesta, Sensi potrà consacrarsi definitivamente come uno dei migliori nel suo ruolo. L'Inter nel frattempo si gode il suo gioiello, consapevole di avere tra le mani un potenziale top player su cui fondare il proprio presente e, chiaramente, il proprio futuro.

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