La conferenza stampa di Conte prima di Samp-Inter: "Dobbiamo continuare a migliorare"

La conferenza stampa di Conte prima di Samp-Inter: “Dobbiamo continuare a migliorare”


Ecco le parole di Antonio Conte in vista della sfida esterna alla Sampdoria in programma domani alle 18 al Ferraris. Seguite la conferenza con noi LIVE.

LIVE – LE PAROLE DI ANTONIO CONTE PRIMA DI SAMP-INTER

Inizia la conferenza stampa.

Che partita ti aspetti?

“Sappiamo che la gara di domani sarà complicata e difficile. La Samp è molto organizzata con un ottimo allenatore come Di Francesco. Aldilà del sistema di gioco ha ben presente determinati concetti: è la classica partita dove abbiamo tantissimo da perdere”.

Ci saranno dei cambi in vista di Barcellona e Juve? Lukaku potrà riposare?

“Per i miei calciatori la partita della vita è quella da giocare; quella di domani è LA partita. Inevitabile che ci dovremo prendere dei rischi, ma è giusto scegliere una formazione equilibrata che dia sempre il massimo. Lukaku fa parte della rosa”.

Ti aspettavi un avvio così buono o sei stupito?

“Nessuno parte per perdere: nella nostra testa in ogni partita c’è la ferrea volontà di cercare di ottenere la vittoria. Queste vittorie sono frutto del nostro lavoro, della disponibilità dei ragazzi ma allo stesso tempo sappiamo che sono passate solo 5 giornate. Cercheremo di dare continuità nei risultati: se vuoi essere protagonista questo è fondamentale. Gli alti e bassi bisogna cercare di evitarli: una grande squadra deve dare certezze e stabilità”.

A che punto è l’Inter? Quanti margini di miglioramento vedi davanti?

“Penso che quando cambi guida tecnica cambia un po’ il tutto; c’è un percorso per me, per tutti gli altri tecnici che hanno iniziato un nuovo percorso. Ognuno di noi ha dei margini di crescita, però sicuramente c’è un percorso da fare: il nostro percorso abbiamo iniziato a farlo, adesso bisognerà capire a che velocità”.

Complice la classifica attuale che vi vede davanti alla Juve, si parla molto di questo dualismo tra voi e la Juventus. Dopo aver iniziato un percorso vincente con la Juventus, trovi delle similitudini tra la tua Inter e la tua vecchia Juventus?

“Quando parliamo di forza di difesa si parla dell’intera squadra: non difendono solo il portiere ed i tre difensori centrali. Tutta la squadra partecipa. La cosa più importante è riuscire ad avere un equilibrio: la squadra deve saper attaccare con 11 giocatori effettivi perchè nel calcio moderno si parte in costruzione, non in ripartenza, attaccando gli spazi. Bisogna essere bravi e bisogna saper migliorare in tutto e per tutto. Parallelismi è difficile farne. Ricordo che il primo anno noi fummo bravi a vincere da imbattuti, pareggiammo tante partite ma le difficoltà importanti le trovammo. Trovammo un Milan con Nesta, Gattuso, Ibra, Thiago Silva.. loro in alcuni aspetti mancarono perchè i superfavoriti erano loro. Ma c’erano anche l’Inter del Triplete ed il Napoli con Cavani, Hamsik e Lavezzi. Oggi noi non siamo tra i favoriti, perchè Juventus e Napoli partono davanti a noi. Anche la qualità del campionato si è alzata: la Lazio è una squadra forte. che è stata costruita negli anni. La Lazio può lottare per stare tra le prime quattro; il Milan stesso ha una forte società, un buon allenatore e buoni giocatori. Noi dovremo lottare con tutte le nostre forze per cercare di trovare il nostro meglio. Solo più avanti sapremo valutare”.

Prima dicevi che gli alti e bassi vanno eliminati. Di quali alti e bassi parli?

“Basta guardare gli ultimi nove anni dell’Inter ed avrai la risposta. Questo non è il primo gruppo a vincere 5 partite: due anni fa a dicembre l’Inter era in testa alla classifica ma a fine anno ha faticato ad andare in Champions. Anche con Mancini si era partiti fortissimo. C’è uno storico che ci deve far tirare fuori le unghie e capire che i cavalli buoni si vedono all’arrivo”.

Come sta Candreva? D’Ambrosio come ha valutato questo ruolo nelle ultime partite?

“I calciatori stanno bene. Danilo è un giocatore da calcio moderno: riesce a ricoprire diversi ruoli e sono contento di averlo perchè si può sfruttare la sua polivalenza”.

Come ha visto Sanchez nell’ultima partita? Si portà vederlo da titolare?

“Di Sanchez ho parlato tanto. Sta a noi fargli trovare la vena e la brillantezza che ha perso negli ultimi due anni. Prima o poi lo vedrete in campo dall’inizio; è entrato e non si è dimostrato un calciatore qualsiasi”.

Buonasera mister, si parlava di alti e bassi. Anche a livello di leadership questa rosa riconosce degli uomini che possono tenerla concentrata rispetto al passato?

“Quando parlo di crescita parlo anche di crescita in leadership. Noi abbiamo margini di miglioramento e crescita in tutto. Io rimango sempre molto cauto perchè bisogna migliorare in tutto. Non pensiamo che si arriva con la bacchetta magica e si sistema tutto. Il fatto di trovare disponibilità e voglia da parte dei calciatori ci fa stare più sereni rispetto al passato. Una o due vittorie non mi fanno cambiare il pensiero, bisogna continuare a lavorare duro e rimboccarci le maniche e fare il massimo per la nostra squadra”.

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