Conte in conferenza: "Io allenatore non da Champions? Luogo comune"

Conte in conferenza: “Io allenatore non da Champions? Luogo comune”


La Champions torna a San Siro. Il girone è da incubo: nel gruppo F ci sono, oltre allo Slavia Praga,  Barcellona e Borussia Dortmund. Ecco le parole di Conte in conferenza.

LE PAROLE DI CONTE

PERCORSO IN CHAMPIONS 
Iniziamo il nostro percorso in Champions League dopo tre partite di campionato e sarà importante partire con il piede giusto. Affronteremo una squadra che l’anno scorso ha vinto il campionato. É una squadra tecnica, fisica e che gioca con intensità. Giocano sempre per vincere e hanno la giusta mentalità. Avremo rispetto e dobbiamo fare attenzione, ma al tempo stesso vogliamo giocare la nostra gara. Abbiamo giocato solo due giorni fa, dobbiamo essere bravi anche a battagliare“.

Handanovic, cosa ne pensi di Conte?
Sapete già tutto del mister, non c’è bisogno che lo racconti io“.

CONTE SU LUKAKU E IL CAMBIO MODULO 
C’è un allenamento da fare, ci sono 24 ore per vare delle valutazioni e vedere in che condizioni è. Dovesse giocare è perché dà necessarie garanzie, altrimenti giocherà qualcun altro. Modulo? In Italia che siete fissati. Non è importante il modulo, ma come ti poni in certe partite. Sento tante cazzate, tipo che non si vince a tre. Il calcio si evolve, bisogna stare al passo con i tempi, non cambia se giochi a tre o con un altro modulo. Dipende come attacchi, che pressione fai e altre cose. Me l’aspettavo certe domande, in Inghilterra non frega niente a nessuno come giochi, vogliono vedere coraggio e intensità. Vogliono divertirsi e questa è la cosa più importante, che stiamo provando a fare“.

20 GIORNI DI FUOCO 
Sicuramente, se devo essere onesto, è inevitabile che quando inizi un nuovo percorso più tempo hai tra una partita e l’altra e più è facile entrare nella testa dei giocatori per riuscire a fare quello che vuoi. Al tempo stesso la Champions è un grandissimo stimolo, per me, i calciatori, il club e i nostri tifosi. Dovessi pensare alla costruzione in maniera egoistica, direi che più tempo hai e più semplice è“.

ALLENATORE NON DA CHAMPIONS
Si va per luoghi comuni. Ho giocato tre Champions, la prima con la Juventus dopo aver vinto il campionato dopo due settimi posti. Praticamente ho giocato solo due anni in Champions con la Juve, poi un altro anno con il Chelsea. La gente pensa che dove tocco vinco, ma no è così, soprattutto in questi tornei, dove hai bisogno di lavorare. Ho sempre partecipato con creature appena nate, gli altri con creature già solide. Questo voglio dire ai sapientoni“.

Handanovic sei emozionato per la prima di Champion?
 “Se non mi emozionassi, non giocherei più a calcio. Sentire quella musichetta è un’emozione unica“.

TROPPO ENTUSIASMO
E’ importante avere intorno questo entusiasmo, ma non deve essere portato dal risultato, altrimenti sarebbe effimero. Dobbiamo portarlo per quello che stiamo facendo e che stiamo cercando di costruire. Roma non fu costruita in un solo giorno. Stiamo lavorando duramente, e per questo ringrazio il club e soprattutto i calciatori, perché ci sono disponibilità e voglia di costruire qualcosa insieme di importante. Non mi piace che il risultato sia collegato al risultato. Dobbiamo entusiasmarci per le basi che stiamo ponendo, da sfruttare negli anni anche a chi verrà“.

Samir, l’Inter è più forte degli scorsi anni?
“Negli ultimi tre anni ci siamo rinforzati tanto. Abbiamo cambiato tanto, ora dobbiamo lavorare per migliorare. Non so se siamo i più forti degli ultimi anni, dobbiamo dimostrarlo ogni tre giorni quando giochiamo”.

LO SLAVIA PRAGA
 “Come l’Udinese, è una squadra fisica. Hanno qualità e rapidità sugli esterni, la sottopunta è forte. C’è solidità difensiva. Bisognerà sudarcela, come tutte le partite che andremo a giocare. Dobbiamo essere al 110%, non sarà una passeggiata. Dovremo fare la nostra partita con coraggio e idee, supportati dai 65 mila tifosi che fin qui ci hanno sempre spinto tanto”.

OBIETTIVI E STABILITÀ
Non possiamo porci obiettivi, solo strada facendo vedremo che livello raggiungeremo e che obiettivo possiamo porci. Oggi sarebbe insensato. Ho detto ai ragazzi: non poniamoci limiti, perché creano degli alibi. Cerchiamo di dare il massimo e di essere al 100% e dare tutto durante la partita, poi vedremo cosa accadrà nel tempo e dove saremo. Oggi è da folli parlare di obiettivi. Sappiamo che c’è da pedalare tantoDobbiamo diventare stabili, solo dando continuità ci si può giocare qualcosa di importante. Sulle montagne russe si vivono giornate di sensazioni opposte, noi invece vogliamo dare ai tifosi segnali di stabilità. Solo così si diventa pericolosi davanti a tutti quanti“.

 

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