Esposito è la novità più bella del precampionato dell'Inter

Esposito stupisce ancora: Conte lo considera il jolly in più


L’attaccante di Castellammare di Stabia tra le note più positive dell’estate

Sebastiano Esposito sembra essere un predestinato. Il suo talento ha affascinato gli esteti del calcio, tanto che per l’Inter è già diventato un patrimonio. Nel precampionato infatti è stata una fantastica novità per i nerazzurri, che adesso si trovano in rosa uno dei più grandi prospetti del calcio italiano. La sua abilità non è passata inosservata: il Psg ci ha provato ad acquistarlo, ma l’Inter l’ha blindato fino al 2022 come per dire “da qui non si muove”.

Il calcio come tradizione familiare

Per il classe 2002 il calcio ha sempre fatto parte della sua vita e di quella dei familiari. A partire dal nonno che ha giocato a livello dilettantistico, il papà Agostino ex difensore nelle giovanili del Napoli, il fratello maggiore Salvatore, 18 anni, gioca nel Chievo in prestito dalla Spal. Il fratello minore, Francesco Pio, classe 2005, anch’egli milita nelle giovanili dell’Inter.

Talento, fisicità e doti da campione

Esposito non è soltanto tecnica. A 17 anni è alto 1,86, per cui è capace di abbinare la fantasia alla fisicità. Nelle partite estive ha mostrato proprio questo: un calciatore completo che attraverso il duro lavoro potrebbe diventare uno dei migliori. Il suo allenatore della Primavera, Armando Madonna, lo definisce “calcisticamente intelligente”, per sottolineare la sua propensione a giocare sia come punta che come esterno d’attacco.

L’attaccante stabiese ha dimostrato di saper incidere anche subentrando dalla panchina. Nell’ultima partita a Valencia il suo ingresso in campo è stato decisivo per pareggiare il risultato: splendido il dribbling su Cheryshev che ha costretto il russo ad atterrare Esposito in area di rigore.

Un impatto sulla partita da campione fatto e finito. Sicuramente è ancora presto per parlarne, ma la sensazione è che si tratti di un predestinato e Antonio Conte starebbe pensando di tenerlo in prima squadra, magari come quinto attaccante nel caso dovesse arrivare Edin Dzeko.

 

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