Icardi-Inter, il triste epilogo di un rapporto amore/odio

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L’avventura di Mauro Icardi con la maglia dell’Inter è arrivata al capolinea. No, non stiamo dando l’ufficialità del passaggio del giocatore al Napoli, alla Juventus o a chicchessia. Ma siamo arrivati ad un punto di non ritorno per quanto riguarda il rapporto fra il bomber argentino e la società di Viale della Liberazione. Le parole pronunciate da Zhang Junior solo qualche sera fa pesano come un macigno: “Nessun ripensamento, è una brava persona e ha dato tanto all’Inter, ma troveremo la soluzione migliore per tutti”. 

INTER-ICARDI, E’ ROTTURA: TANTI, TROPPI GLI EPISODI CHE HANNO FATTO DISCUTERE

Ma come si è arrivati a tutto questo? Icardi è stato per lungo tempo il vero uomo immagine del club nerazzurro. Quasi ogni tifoso della Beneamata, per lunghi tratti, lo ha ritenuto tale. Un simbolo, come (nei giusti rapporti) poteva essere un Lionel Messi per il Barcellona, Totti per la Roma, Rooney per il Manchester United e via dicendo. E’ entrato nella Top 10 dei più grandi marcatori della storia nerazzurra a soli 26 anni. In aggiunta, come se non bastasse, a 22 anni è divenuto il nuovo capitano interista, una responsabilità che -solitamente – non viene affidata al primo sprovveduto a tiro.

E dopo tutto questo? Com’è possibile arrivare ad una simile rottura? La società è ingrata? Marotta e Conte sono infiltrati e lavorano sotto copertura per la Juventus? In Cina sono tutti impazziti? Ironia a parte, ripercorrendo per intero la storia di Maurito possiamo trovare una marea di episodi a tinte più nere che azzurre. E nel valutare oggettivamente la situazione, è giusto tenere in considerazione il globale. Lungi da noi l’attuare un opera di convincimento che spinga a favore o contro Icardi: vanno però scoperte tutte le variabili in gioco.

ICARDI NON ESULTA, SALTA LE AMICHEVOLI E WANDA SBANDIERA LA TRATTATIVA CON IL NAPOLI: E’ L’INIZIO DELLA CRISI

Come preannunciato, facciamo un passo indietro, più precisamente fino a Febbraio 2015. L’Inter stende letteralmente il Palermo a San Siro grazie alla rete di Fredy Guarin e alla doppietta del centravanti di Rosario. Un 3-0 tondo che non può che essere celebrato al meglio dall’ambiente nerazzurro. Se non fosse per il fatto che al momento delle proprie marcature Icardi non esulta. Il motivo? Un consiglio dello storico agente del giocatore Morano (predecessore di Wanda).  Le parti stanno infatti trattando il rinnovo del contratto, con quest’ultimo che tarda ad arrivare. Non manca, inevitabilmente, qualche polemica.

Passiamo a Luglio 2016, situazione del tutto analoga: sorgono problematiche nel trovare un accordo contrattuale per il rinnovo, Mauro salta le amichevoli della tournée americana, giustificando la propria assenza con la scusante di un presunto infortunio alla spalla.

Nel contempo, l’argentino cambia procuratore: out Morano, dentro Wanda Nara. La nuova agente non entra certo in punta di piedi e, nello stesso periodo, sbandiera pubblicamente l’esistenza di una trattativa con il Napoli. Con il proprio silenzio, Icardi avvalla il comportamento della moglie-agente, non intervenendo mai per smentire o difendere il proprio club.

ICARDI-CURVA NORD, L’APERTURA DELLA CREPA. L’INCREDIBILE VICENDA DELLA FASCIA DA CAPITANO

Il 2016 si rivelerà un anno particolarmente ricco per il centravanti che alla fine resterà agli ordini di Franck De Boer, nel frattempo succeduto a Mancini. Ad Ottobre infatti, esce la famosa biografia del ragazzo, contenente pagine in cui viene attaccata la Curva Nord per alcuni episodi accaduti nel post-partita di un Sassuolo-Inter terminato malamente per i nerazzurri. Origina qui la profonda spaccatura tra i massimi esponenti del tifo interista ed Icardi. In più occasioni, l’attaccante viene fischiato dai suoi stessi sportivi, spingendo De Boer a definire ancora oggi quella situazione “surreale”. Successivamente, lo stesso Icardi dichiarerà di essere stato mal interpretato e di essere disposto ad impegnarsi per cambiare tali pagine.

Torniamo in tempi più recenti: Maggio 2018. Nel corso di un’intervista rilasciata a Metro, la moglie-agente dell’argentino Wanda Nara dichiara che “Icardi all’Inter ha il potere di cacciare i giocatori solamente alzando un dito, ma è umile”. Il tutto genera malumori all’interno dello spogliatoio. E nello stesso periodo avvengono misteriosi fatti social: Icardi, Brozovic e Perisic smettono di seguirsi reciprocamente su Instagram. I giornali ipotizzano liti all’interno dello spogliatoio tra l’attaccante ed i croati, ma il tutto non verrà mai ufficialmente a galla.

A Febbraio dell’anno corrente, in seguito alla decisione presa dalla società di togliergli la fascia da capitano, il bomber rifiuta la convocazione per la trasferta di Europa League contro il Rapid Vienna per presunti problemi al ginocchio. Luciano Spalletti chiarirà: “Era convocato, ma non è venuto”. Il giocatore si chiama fuori anche dai successivi impegni, fino a quando il club non lo sottoporrà ad esami strumentali. Ne conseguirà che, rispetto agli accertamenti effettuati ad inizio stagione, non ci sono stati cambiamenti.

Nel mese successivo, nonostante l’emergenza in attacco, Icardi si rifiuta di scendere in campo anche contro l’Eintracht Francoforte. Costretta ad affidarsi ai Primavera Merola ed Esposito, l’Inter verrà eliminata dalla competizione europea. Nel mezzo della crisi, Marotta avrà contatti con l’ormai ex capitano per convincerlo a rientrare in campo. Gli Icardi si affideranno all’avvocato Nicoletti per mediarne il ritorno. Nel frattempo, i nerazzurri vincono il derby ai danni del Milan: l’attaccante, presente allo stadio, non scenderà negli spogliatoi per congratularsi al termine della gara. In seguito, Icardi rientra in squadra e Spalletti non lo convoca per il match contro la Lazio. L’avvocato Nicoletti, mediatore della trattativa, si dichiarerà sorpreso per non essere stato avvertito in merito alla decisione del mister.

Al termine di tutto ciò, possiamo ora analizzare più oggettivamente la profonda crepa venutasi a creare tra Maurito e la società nerazzurra. Le qualità dell’argentino e il grande contributo realizzativo dello stesso sono e restano innegabili. I 141 gol messi a segno faranno per sempre parte della storia nerazzurra. Ma una società per divenire vincente deve esserlo in campo e fuori. E se proclami serietà non puoi soprassedere a certi comportamenti, nemmeno se questi riguardano il tuo giocatore migliore.

Icardi si è sentito forte, in grado di tenere in scacco un intero club per l’importanza del proprio ruolo all’interno di esso. Ma come ribadito più volte, la squadra viene prima di tutto. E L’Inter non è disposta a scendere a compromessi, non più. Emblematica è la frase pronunciata dal neo capitano Samir Handanovic in conferenza stampa a Lugano solo due settimane fa: “Vogliamo tornare ad avere certi valori che negli anni si sono persi. I giocatori devono avere anche dei doveri, non pensare solo che se sei un grande giocatore ti è tutto permesso”.

Icardi e l’Inter si allontanano sempre più ogni giorno che passa. E va consumandosi nel peggiore dei modi uno dei più dolorosi addii in casa nerazzurra degli ultimi anni.

 

 

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