La Juve ha scatenato la guerra fredda tra Inter e Roma, ma occhio alle conseguenze…

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L’Inter, alla luce dei grandi inserimenti sia a livello dirigenziale e di tecnico, che di calciatori, non ha alcuna intenzione di rimanere una Cenerentola a lungo. Per questo, come dimostrano i casi Icardi e Nainggolan, si sta varando la politica del pugno duro, un monito per tutti coloro che hanno intenzioni ostili. E nemmeno gli altri club di Serie A ne sono immuni.

LA PAROLA D’ONORE CONTA RELATIVAMENTE NEL CALCIO MODERNO

Ne è una prova l’andamento dei rapporti con la Roma di Pallotta. Con i giallorossi, fino a qualche mese fa, vigeva un clima mite e sereno, suggellato da un patto sulla parola che avrebbe permesso a Dzeko di approdare alla corte di Antonio Conte già al ritiro di Lugano, per “soli” 10-12 milioni. Tuttavia ad oggi, complici l’arrivo di Petrachi e l’oscura presenza bianconera a vigilare la situazione del proprio dominio, il bosniaco non è ancora arrivato a Milano.

MAROTTA NON FA LA PRIMA MOSSA E IL VALZER DELLE PUNTE SI BLOCCA PER TUTTI

Come riporta Palmieri oggi su TuttoMercatoWeb, è proprio la vecchia signora (toh, che strano), la causa principale della “guerra fredda” in corso tra Inter e Roma. L’affare legato alle plusvalenze reciproche tra bianconeri e giallorossi che è culminato con lo scambio Spinazzola-Pellegrini infatti, ha scombinato totalmente i piani nerazzurri, mettendo i capitolini nelle condizioni di resistere alle offerte di Suning per Dzeko e anzi, alzare notevolmente l’asticella su cui da mesi ci si era accordati.

Per questo Marotta, che è in questo mondo di squali da anni e non ha paura dei giochetti altrui, ha addirittura deciso di abbassare l’offerta interista per Dzeko, gelando i rapporti con Pallotta e Petrachi, conscio che il versamento nerazzurro sarebbe immediatamente girato alla Juventus per il prestito oneroso di Gonzalo Higuain. Senza contare che quei soldi potrebbero proprio finanziare gli odiati rivali nella corsa a Mauro Icardi, un separato in casa che però è sempre meglio valutare attentamente a chi cedere.

Ecco perché la pista Dzeko sembra ormai a un punto morto, mentre quella per Lukaku pare in dirittura d’arrivo. Quello che forse Agnelli e Paratici non hanno considerato è che scatenare una guerra tra due nemici, ha conseguenze sul lungo periodo anche sul burattinaio… attenzione, quindi. L’era degli sgambetti non è che appena cominciata. L’Inter non è più succube di nessuno, figuriamoci di qualcuno che vuole imporre la propria volontà a tutto il movimento calcistico italiano… anche quando va contro l’etica sportiva o i regolamenti. Non si piega più la testa!

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