RASSEGNA STAMPA - Inter, quanti big svalutati! Solo in 3 si salvano

RASSEGNA STAMPA – Inter, quanti big svalutati! Solo in 3 si salvano

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All’Inter serve un mezzo miracolo. Il desiderio di invertire la tendenza negativa di questo finale di stagione è forte, la voglia di dare una scossa tante, la suggestione di Conte è più che un’idea. Comunque finisca la stagione, Champions o non Champions, in società hanno preso atto di una negatività nell’ambiente, sorta sotto e a causa della guida di Spalletti. Per questioni extra calcistiche, più di un calciatore nerazzurro ha subito una profonda svalutazione: il deficit totale è di circa 120 milioni, e la società imputa la responsabilità a tecnico.

RASSEGNA STAMPA – IL RESOCONTO DALLO SPOGLIATOIO

L’icona di questo malessere è di sicuro Mauro Icardi. L’ormai ex capitano, con la fascia ha perso anche decine e decine di milioni di valutazione: lo scarso minutaggio, e i pochi goal, hanno deprezzato di molto Maurito. Quella clausola da 110 milioni di euro è ormai fuori mercato. Più realistico pensare a una valutazione tra i 60 e i 70 milioni. Un flop da 50 milioni, insomma. Cosa che all’Inter non hanno certo gradito. In questa fase Marotta e Ausilio sperano in uno scambio vantaggioso dal punto di vista tecnico per attutire il problema, ma non è una soluzione semplice. Non a caso gli approcci con la Juve per arrivare a Paulo Dybala sono stati infruttuosi.

Non è molto differente la situazione di Ivan Perisic, il “rivale” dell’argentino nelle fasi più calde di una stagione in cui nello spogliatoio sono affiorate le contraddizioni più spinose. La scorsa estate, nel dialogo con il Manchester United, i nerazzurri chiedevano 50 milioni, ma ora quella quota è lontana. Vendere il croato a 30 milioni adesso sarebbe un successo ed anche in questo caso la svalutazione è dovuta essenzialmente a una crisi ambientale. In questa scia merita un posto di rilievo anche Radja Nainggolan, sbarcato a giugno su esplicita richiesta di Spalletti.

Tralasciando il sacrificio di Zaniolo, uno dei giovani più promettenti della Primavera di Vecchi, quell’operazione da 39 milioni ha impegnato non poco il club. E ora il belga (nonostante un finale in crescendo) non può essere valutato più di una quindicina di milioni. Una sofferenza evidentemente virtuale, ma non per questo meno significativa. Nel vortice delle critiche sono finiti anche Gagliardini, Dalbert e Vecino. Se l’ex atalantino era arrivato nelle gestioni precedenti, il terzino francese e il centrocampista uruguaiano rientrano nel periodo “spallettiano”: anzi, quest’ultimo fu ingaggiato proprio su sua indicazione insieme a Borja Valero dalla Fiorentina. Anche in questi casi i conti non sono positivi: Gagliardini (pagato 25), Vecino (24) e Dalbert (22) ora non possono essere venduti a più di 15 milioni ciascuno.

LE OPZIONI PER IL FUTURO

Ovviamente queste stime non tengono conto di un’opzione: e se molti di essi si rivalutassero sotto la guida di Conte? Inutile dire che la proprietà fa conto su un’eventualità del genere. Il mondo del calcio regala spesso alti e bassi di questo genere, e i cambi di allenatore puntano proprio sull’effetto-novità. A completare il quadro va detto anche che la stagione agli sgoccioli ha permesso ad alcuni nerazzurri di fare un bel salto in avanti.

Ad esempio, Lautaro Martinez ormai vale più di 40 milioni e si è rivelato un investimento proficuo. Allo stesso modo lo slovacco Skriniar ha proseguito la sua ascesa e il suo prezzo oscilla intorno ai 75 milioni. Anche De Vrij (arrivato a parametro zero) adesso ha estimatori per 20 milioni. Tra le spine, insomma, spunta anche qualche fiore.

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