San Siro: il nuovo stadio si farà. Ma c'era un'altra via?

San Siro: il nuovo stadio si farà. Ma c’era un’altra via?


L’ormai celeberrima questione San Siro sta tenendo banco da tempo. Potremmo essere vicini a vederne la fine. L’inizio della (triste) fine di San Siro. Entro, e difficilmente non oltre, fine maggio, infatti, il piano per la costruzione del nuovo stadio sarà consegnato al comune da Inter e Milan. Ma viene da chiedersi: è questa, questioni di cuore o meno, la soluzione migliore?

SI AVVICINA L’ORA X: SAN SIRO HA GLI ANNI CONTATI

Quella che tempo fa sembrava solo un’idea ormai è avviata sulla strada del diventare una certezza. Come riporta Tuttosport, i due club hanno completato la pianificazione del nuovo impianto. Sono finalmente pronti a sottoporlo al comune di Milano. Grazie alle consulenze di studi di tutto il mondo sono state risolte problematiche di ogni sorta. Da parcheggi e doppia ospitality, a capienza e servizi. Il quotidiano torinese scrive di come non ci sia ancora una data fissata, ma maggio sarà il mese decisivo. Entro i prossimi trenta giorni le due società saranno a un tavolo col sindaco Giuseppe Sala, pronte per il via libera per il nuovo stadio. L’accordo definitivo scaccerebbe tutte le voci contrarie a questa soluzione, segnando praticamente un punto di non ritorno. L’operazione nostalgia, largamente supportata da ambienti politici e sportivi, si è ormai arenata su due principali ostacoli: avanguardia ed economia.

GUARDARE AVANTI E’ LA VIA. SI POTEVA FARLO IN MODO DIVERSO?

Punto uno: è possibile che uno stadio che a maggio 2016 ha ospitato la finale di Champions sia da rottamare? Evidentemente sì. La struttura ha e avrebbe bisogno di (esosi) ritocchi per un continuo adeguamento a sempre nuovi standard. E ciascuno di questi interventi resterebbe poco più di una semplice pezza per mascherare i segni di oltre novant’anni di storia. Punto due: un nuovo impianto sembra prerogativa fondamentale per aumentare introiti e tornare ad alti livelli. San Siro ha, ahinoi, fatto il suo tempo. Ma non avrebbe giovato di più uno stadio a testa? Evidentemente sì. Ma ci sono degli importanti impedimenti di tempistiche e di denaro. Specialmente sulla sponda rossonera. Elliott, infatti, non ha intenzione di rimanere in sella per sempre. Si parla di un progetto a medio termine. Pertanto uno stadio da coinquilini garantirebbe un abbattimento dei costi che strizza l’occhio alla proprietà americana. Le cifre in gioco saranno di circa 700 milioni di euro per uno stadio operativo entro la stagione 2023-2024. E, a meno di clamorosi ribaltoni, sarà questo il nostro futuro.

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