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Bergomi: “Icardi? La fascia gliel’hanno tolta i compagni! Ho letto una cosa paradossale su Mauro”

Ospite come di consueto a Sky Calcio Club, Beppe Bergomi ha voluto chiarire la sua posizione circa il caso Icardi. Dopo aver ricoperto il ruolo di capitano dell’Inter dal 1992 al 1999, ha voluto precisare  quali sono i doveri e gli oneri che derivano dall’indossare quella fascia.

LA FASCIA E’ UN SIMBOLO IMPORTANTE

Interrogato da Caressa, Bergomi analizza quali sono le doti che un buon leader dovrebbe possedere: “Fare il capitano nell’Inter vuol dire che devi essere un esempio positivo per tutti, che ci devi sempre mettere la faccia. Essere un esempio può essere fatto in mille maniere. Io mi sono sempre considerato un leader in una squadra in cui anche Matthaus, Brehme, Ferri, Zenga erano dei leader e io ero in quel gruppo. Ero silenzioso e attraverso gli esempi provavo a far capire ai giovani o agli stranieri che arrivavano cosa voleva dire il senso di appartenenza, indossare quella maglia, che ha dei valori importanti che sono diversi dalle altre“.

SUL CASO ICARDI

Addentrandosi poi nello specifico caso Icardi, lo Zio ha proseguito: “La fascia gli è stata tolta dai compagni. Devi far capire cosa significa indossare quella maglia. Io ribadisco le parole di Marotta, cioé che Icardi è come un figlio e poi penso che quando tu entri in uno spogliatoio e chiedi scusa, io non porto più rancore e vado avanti. L’unica cosa che mi dispiace che ho letto oggi e mi sembra paradossale è che lui si aspetta le scuse dall’Inter. Se così fosse allora vuol dire che non si è capito nulla. L’Inter l’ha messo in preventivo di perdere qualcosa sul patrimonio. Secondo me la cosa si andrà a ricomporre. L’Inter ha bisogno di Icardi.”

UN TUFFO NEL PASSATO

Per chiarire meglio la propria posizione, Bergomi fa un salto indietro nel tempo. “Devo tornare indietro al Mondiale ’82. Una persona per una dichiarazione lesiva del gruppo non ha più giocato. Per farvi capire quanto Bearzot, che per me era un secondo papà, mi aveva insegnato sull’importanza del gruppo. Da lì ho capito questa importanza. Dalle scelte fatte, da come crescere, da come entrarci dentro in quel gruppo e farsi voler bene.”

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WANDA MOGLIE-PROCURATORE

A conclusione dell’intervento Beppe Bergomi è intervenuto circa il ruolo del procuratore, soffermandosi su come sia facile mettere in difficoltà il proprio assistito con certe dichiarazioni:”Se il mio procuratore avesse detto che preferiva qualcuno che mi desse cinque palloni piuttosto che il rinnovo lo avrei salutato il giorno dopo, perché poi la faccia ce la devo mettere io in quello spogliatoio”