Caro Babbo Natale, ti scrivo per la mia Inter

Caro Babbo Natale, ti scrivo per la mia Inter


Come detto da Luciano Spalletti nel video virale di Inter Presents: “E un altro Natale è già arrivato”. Vero, come dargli torto. Il tempo vola e sembra ieri quando, il 24 dicembre 2017, ci si accingeva a scrivere la precedente letterina per Babbo Natale: l’Inter veniva da un dicembre disastroso in cui la macumba di Inter Bells aveva fatto saltare ogni possibile speranza di gloria per la passata stagione. Dopo il sonoro 5-0 contro il Chievo la stampa (come suo solito) si era persino esaltata con le ambizioni da Scudetto dei nerazzurri, eppure con l’Udinese si era tornati prepotentemente con i piedi per terra, prima di perdere altri punti nelle successive partite.

UN ANNO FA…

Un anno fa, la richiesta era stata chiara: “Caro Babbo Natale, regalaci di nuovo la Champions League”. Come si suol dire, per i doni migliori a volte serve pazienza, infatti soltanto cinque mesi dopo i nostri desideri si sarebbero avverati, quando un Babbo Natale carico non di regali ma di Garra Charrùa regalava in quel di Roma il ritorno nella tanto agognata Coppa dei Campioni. Ma quest’anno invece, cosa chiedere al tanto mirabolante personaggio in abito rosso e lunga barba bianca? Qualche richiesta ci sarebbe…

LA PRIMA RICHIESTA

La prima è scontata, a tratti banale, ma inevitabile: “Caro Babbo Natale, regalaci ancora la Champions League”. Partecipare alla massima competizione europea è fondamentale per qualsiasi altro tipo di dono in cui si possa sperare per il futuro: da Barella a Modric, passando per ogni tipo di calciatore che serve a questa squadra per proseguire nel suo graduale processo di risalita sulle cime più alte del calcio italiano. Perché senza la Champions League sarebbe tutto più difficile e quella musichetta serve a contrastare qualcosa di ben più incombente rispetto a Babbo Natale ossia l’UEFA con i suoi paletti del Fair Play Finanziario che sono ancora da comprendere fino in fondo. Ci si credeva un anno fa con una concorrenza molto più agguerrita, non si può non farlo con maggiore convinzione ora che anche le dirette avversarie non navigano nell’oro.

LA SECONDA RICHIESTA

Altra richiesta, mio caro Babbo Natale: non farci fare brutte figure in Europa League. Avversari come il Rapid Vienna o come qualsiasi altro che si potrà incrociare nella competizione (tranne rari casi), rappresentano gli ostacoli ideali contro cui i nerazzurri sbattono senza pensarci due volte. La retrocessione dalla Champions League all’Europa League ha fatto già tanto male e l’unico modo per smussare questa delusione sportiva sarebbe quello di onorare una competizione troppe volte trascurata quasi per arroganza sportiva e in cui invece c’è il dovere di far bene. Per le casse del club, per i tifosi e per la storia stessa di questa società che nella vecchia Coppa UEFA ha comunque scritto capitoli molto importanti del suo passato.

LA TERZA RICHIESTA

Un ultimo desiderio per questa lettera, forse il più importante. L’Inter è sempre stata circondata da un amore profondo dei suoi tifosi e quello che a volte è mancato nelle ultime stagioni è stato l’amore anche da parte degli addetti ai lavori. Per ogni Icardi che per la maglia nerazzurra si batte sempre con anima e corpo, c’è sempre una Wanda pronta ad alzare polveroni o a creare incomprensioni in un ambiente già di per sé fragile come quello interista. Per ogni sgarro da parte dei giocatori (non ce ne volere Radja), ci deve invece essere un Beppe Marotta che impone una punizione anche se sei arrivato in ritardo all’allenamento. Perché se la maglia viene amata da chi segue l’Inter dappertutto, non può non essere amata da chi riempie quelle casacche ogni domenica.

Ecco, quello che noi vogliamo è che venga tutelato il sentimento che porta ogni settimana migliaia di persone allo stadio e milioni di tifosi nel mondo a vivere quella che per tutti è una passione sportiva viscerale, innata, intoccabile. Caro Babbo Natale, difendi sempre (per quello che puoi) la nostra Inter.




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