Inter, dicembre di fuoco: quattro problemi da risolvere

Inter, dicembre di fuoco: quattro problemi da risolvere


Quattro partite di fuoco, un primo match point fallito a Wembley e un mese di dicembre delicatissimo: Roma, Juventus, Napoli e la sfida europea PSV con la speranza di buone notizie dalla Catalogna. Problemi da risolvere in casa nerazzurra: Spalletti e lo staff sono in linea con il progetto Suning, la squadra raramente sbaglia l’approccio alle gare ma i campanelli d’allarme sono già attivi. I fastidi di Nainggolan spaventano tutti i tifosi, Perisic non riesce ad incidere in fase offensiva, la coperta corta del FFP impone al centrocampo gli straordinari ed in Europa la squadra nerazzurra sembra lontana parente di quella in Itala: poca personalità, poca fluidità nella circolazione e spesso paga anche dal punto di vista del fisico.

La sconfitta di mercoledì ha lasciato l’amaro in bocca per il popolo nerazzurro; c’è un’ultima possibilità per agguantare il secondo posto nel girone B, il Barcellona ha perso due volte al Camp Nou negli ultimi 6 anni: Rubin Kazan e Bayern Monaco furono i giustizieri. Tutta la sponda nerazzurra di Milano spera nei numeri e nel fortino blaugrana.

INFERMERIA PIENA E PERISIC A MEZZO SERVIZIO

L’acquisto più caro della campagna estiva, Radja Nainggolan, è sempre alle prese con guai muscolari: gli hanno precluso buona parte della preparazione estiva e lo hanno bloccato per buona parte del primo scorcio del campionato. La distorsione nel derby è stata un’ulteriore botta morale per un calciatore che vive di scatti, recuperi e d’istinto. Contro la sua ex squadra non ci sarà, lo staff della Pinetina lavora per averlo a disposizione contro Juventus e PSV; con l’avanzare degli anni anche il guerriero belga ha bisogno di qualche giorno in più per recuperare dai fastidi e dai traumi.

L’inizio di stagione del croato è stato a due facce: finito il Mondiale russo, il numero 44 è partito in quarta. Due gol nelle prime tre partite ed ottima spinta sulla fascia, sembravano presagire una stagione da vero protagonista. Con l’inoltrare dell’autunno è caduto dall’albero come una foglia: poca spinta offensiva, poco dialogo con il partner Icardi e nessun gol. L’altra faccia della medaglia racconta altro: l’ex Wolsburg diventa molto spesso un terzino aggiunto, aiuta Asamoah in ripiegamento e non salta mai un minuto di partita, Frosinone escluso. Il Mondiale ha sicuramente lasciato delle scorie che a lungo andare hanno presentato il conto. Spalletti lo ritiene insostituibile grazie allo strapotere fisico ed agli strappi prepotenti. L’ottima prestazione di Keita contro il Frosinone potrebbe far cambiare idea all’allenatore di Certaldo: cambiare modulo per dare fiducia al senegalese e per far rifiatare Ivan Perisic.

IL PROBLEMA EUROPEO E IL FFP CHE LIMITA

La batosta del FFP non ha di certo aiutato la rotazione in Europa: la lista corta ha colpito un ruolo nevralgico come il centrocampo; il fisico di Sissoko ha prevalso sul cervello di Borja Valero, Vecino e Brozovic. Un Gagliardini in più, pronto a tamponare le fughe del francese avrebbe fatto molto comodo. Le sostituzioni forzate di Nainggolan e De Vrij, unite all’infortunio di Vrsaljko hanno ulteriormente accorciato la coperta. Un po’ di abbondanza in più, a costa di scontentare qualcuno, vedi lo sfogo di Miranda e del padre di Lautaro, non guasterebbe in questo decisivo mese invernale.

Accontentarsi del pareggio potrebbe essere pericoloso, il Tottenham, se lasciato giocare, è pericoloso per chiunque“, aveva detto così Spalletti nel pre-gara. E così si è avverato: azzardo pagato di Pochettino e gol di Eriksen. Tottenham 1 Inter 0 ed ultima partita decisiva. La filosofia del possesso palla tanto decisiva in Serie A, si sgretola contro il muro Europeo: poca esperienza, poca personalità e poca convinzione di alcuni giocatori che non hanno provato più di tanto a trovare il gol, sperando di ‘vivachiare’ con un pareggio. Il dato dei dribbling è eloquente: l’Inter è l’ultima squadra che ha concretizzato meno dribbling in Champions League, solo il 22%. Contro il PSV serviranno testa e fantasia, altrimenti sperare nel Barcellona potrebbe essere inutile.

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