Inter, fino a qui (quasi) tutto bene: l'analisi con gli occhi sul derby

Inter, fino a qui (quasi) tutto bene: l’analisi con gli occhi sul derby


L’Inter come un diesel: una macchina che inizialmente fatica per poi uscire alla distanza con prestazioni e potenza di motore superiore. Dal gol dell’ex canterano Federico Dimarco sembra passato un secolo: dopo la sconfitta del Meazza contro il Parma, sono arrivate 6 vittorie consecutive, contro avversari di caratura internazionale come il Tottenham, o su campi difficili come quello di domenica sera contro la SPAL. Doveroso è, quindi, analizzare la metamorfosi della creatura di Spalletti: cosa è accaduto dopo il colpo di testa di Vecino, vero e proprio spartiacque di questa prima fetta di stagione.

CONSAPEVOLEZZA MENTALE, TECNICA E FISICA

Il tunnel sembrava non finire mai. Si macinavano tanti chilometri senza produrre azioni degne di nota. Si sprofondava alla prima difficoltà e non si riusciva mai a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Le difficoltà nerazzurre di inizio stagione si potevano racchiudere in queste poche parole: mancava consapevolezza e soprattutto fame. La dipendenza da Icardi in zona-gol si faceva sentire e la difesa, appesantita dalla preparazione estiva, scricchiolava ad ogni azione di contropiede. Ricerca costante di un regista, anche a mercato chiuso, sminuiva l’ottimo lavoro mostrato da Brozovic nel finale della scorsa stagione e durante il Mondiale. Questi piccoli problemi, fisici e mentali, sono stati letteralmente spazzati via dalla testata di Vecino sotto la Curva Nord.

La squadra ha ripreso vigore e, come per magia, ogni problema è stato risolto: è nata la cooperativa del gol, ben 9 calciatori sono andati a segno in campionato; la difesa concede poco o nulla, a parte le amnesie difensive di Miranda e Brozovic ha ripreso a tessere il gioco, continuando da dove aveva terminato lo scorso anno. Una squadra ritrovata: il gruppo c’è. A testimoniare questo fatto è l’ottimo turn over praticato da Spalletti: cambiano gli interpreti ma non il risultato. Giocatori trovati come Politano e riscoperti come Dalbert e Candreva garantiscono profondità nella rosa e ottime prestazioni.

PERISIC E NAINGGOLAN: FASE DI RODAGGIO

Le buone prestazioni collettive hanno sopperito ad alcune lacune fisiche ed atletiche di due giocatori fondamentali: Perisic e Nainggolan. Il croato è ancora in fase di decollo: i ripiegamenti difensivi sono ottimi ma la pericolosità in zona-gol non sussiste. La gamba non è ancora al 100% e, per un calciatore come lui, che fa della forza esplosiva la sua arma migliore, si vede. L’assist per Icardi di ieri sera è un piccolo assaggio di quello che i tifosi interisti vedranno nel derby. O almeno si spera. Diverso è il discorso per il guastatore belga. Non ha partecipato ai mondiali ma l’infortunio estivo gli ha precluso la preparazione. In interdizione è sempre il solito grintoso centrocampista ma la rifinitura e “il muoversi sotto-palla” tanto amato da Spalletti pecca in giocate telefonate o poco precise. Nonostante questo periodo di assestamento, sono arrivati due gol fondamentali contro Bologna e PSV. Il motore ha i giri al massimo, San Siro ha pronta la scarica elettrica che solo certe partite sono in grado di dare.

Immagine in evidenza: credits to Fabrizio Andrea Bertani

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