Il ritorno di Mazzarri al Meazza: la lavagna tattica verso Inter-Torino Inter, il ritorno di Mazzarri: la lavagna tattica

Il ritorno di Mazzarri al Meazza: la lavagna tattica verso Inter-Torino

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inter 18/19

Inter e Torino. Due squadre in ascesa, entrambe molto attive sul mercato, hanno iniziato con il piede sbagliato il proprio campionato. Spalletti e Mazzarri sono stati diffidati per le lamentele, più che lecite, riguardanti l’operato del direttore di gara, Icardi e Belotti sono alla ricerca del primo gol stagionale ed i rispettivi staff medici dovranno fare gli straordinari per rimettere in sesto elementi chiave come Nainggolan o Baselli. Ma focalizziamoci meglio sugli uomini di Spalletti e sulle probabili mosse tattiche.

ESTERNI OFFENSIVI: 2 POSTI PER 5

Come già ampiamente analizzato negli articoli precampionato, la batteria di esterni offensivi nerazzurra è aumentata di gran lunga rispetto allo scorso anno: non ci sono più scelte obbligate e giocatori contati. Ora l’allenatore di Certaldo può pescare più jolly dal proprio mazzo, cambiando modulo a partita in corso o eludendo le organizzate difese avversarie con inserimenti a sorpresa dell’ultimo minuto. Che sia 352 o 4231, gli esterni dovranno sacrificarsi molto e l’allenatore dovrà saper bilanciare una squadra che contro il Sassuolo è apparsa sbilanciata e troppo orizzontale. Con la difesa a 3, considerata la quasi imprescindibilità di Perisic sulla sinistra, ed un centrocampo di palleggiatori, l’idea migliore sarebbe quella di optare per uno tra D’ambrosio o Vrsaljko, dove il primo sembra in vantaggio sul secondo, il quale è reduce dal mondiale in Russia. Diverso è il discorso qualora l’Inter dovesse giocare con il 4231: Asamoah scalerebbe a sinistra, Lautaro, Perisic ed uno tra Keita Balde o Politano formerebbero il pacchetto offensivo alle spalle di capitan Icardi. Karamoh e Candreva sembra abbiano perso posti nelle gerarchie, che vedono comunque il folletto francese in vantaggio sull’ex biancoceleste.

IL TORINO: MAZZARRI E LA DIFESA A 3

Un asino non potrà mai diventare un cavallo di razza“: era il 2009 e Mourinho descriveva così l’allora allenatore del Napoli di Lavezzi, Cavani ed Hamsik. Sono passati alcuni anni, l’allenatore toscano è riuscito a sedersi sulla panchina nerazzurra, lasciando poche gioie, e Mourinho fatica a tenere salda quello dello United. Una cosa sola non è cambiata, anzi, 3 numeri: 352. Il modulo, lo stile di vita, di Walter Mazzarri: difesa fisica, centrocampo molto fisico, esterni a tutta fascia e due attaccanti che cercano la profondità e abili nel gioco aereo. La trasformazione è iniziata lo scorso anno quando sostituì Mihajlovic e si è conclusa in questa sessione di mercato: Soriano, Meite, Zaza e Izzo sono 4 giocatori ideali al gioco fisico e verticale; le probabili cessioni di Ljaic, Niang e Iago Falque alimentano quella rivoluzione mazzarriana tanto desiderata dall’allenatore ed accolta dal presidente Cairo. Spalletti dovrà essere abile nel fermare le avanzate sulle fasce, creando superiorità numerica con i terzini, serrare le fila in mediana impedendo che la palla arrivi sui piedi di Belotti o Zaza; Brozovic e compagni si dovranno sacrificare in fase d’interdizione, recuperare la sfera ed attivare la giocate di Icardi e Lautaro (o Nainggolan). 

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