Keita Inter, ecco perché Spalletti stravede per il senegalese

Keita all’Inter? Ecco perché Spalletti stravede per il senegalese


Sono ore caldissime a Milano: il termometro non si sposta dai 35° ed Ausilio sta limando i dettagli per un’operazione interessante. Si è lavorato sotto traccia per qualche settimana. Infatti, nessuna voce è uscita dagli uffici di Corso Vittorio Emanuele ma Inter e Monaco sono ormai ai dettagli per il trasferimento in prestito con diritto di riscatto fissato attorno ai 30 milioni di Keita Balde, vecchio pallino della dirigenza nerazzurra. Due le probabili contropartite tecniche: Dalbert, esterno sinistro brasiliano prelevato lo scorso anno dal Nizza e che non ha mai realmente convinto Spalletti o Antonio Candreva, instancabile ala destra che l’anno scorso ha faticato parecchio a trovare, sia una collocazione in campo che la porta. Keita Inter sempre più vicini? Ecco perché l’Inter punta il senegalese.

KEITA INTER? PREGI E DIFETTI DI UN PREDESTINATO

La sua storia parte da uno dei centri tecnici giovanili più importanti e famosi del mondo: La Masìa. Un continuo saliscendi di colline catalane fanno da sfondo a quella che, sino ad ora, è stata la carriera sportiva dell’ex Lazio: a differenza che le salite non sono dolci pendii ma ripidi dirupi e le discese assomigliano più ad un ottovolante. Segna tanto Keita. Barcellona sanno riconoscere un fenomeno: sterzate, cambi di passo, allunghi in modalità boost tagliano in due le difese e scardinano i raddoppi più difficili.

L’unica cosa che non si riesce a scardinare è il comportamento del ragazzino. Scontroso, arrogante e conscio delle sue qualità, il giovane Balde si diverte a schernire non solo gli avversari sul campo ma anche i compagni fuori. Il Barcellona aveva previsto tutto, anche perché il ragazzino continuava a mettere in mostra le sue qualità, sino all’imprevedibile e strana forma di orgoglio. Infatti, rifiuta sia il contratto proposto dal Barcellona che le avances di Real e United accasandosi a Roma, sponda biancoceleste.

Le montagne russe continuano. Incidenti in auto, tweet-detonatori che incendiano dirigenza, tifosi e compagni di squadra. Petkovic, Pioli ed infine Inzaghi intuiscono le capacità di corsa, dribbling e di assistenza. La stagione 2016-2017, l’ultima in territorio italiano è spaventosa; 16 gol e 4 assist in 31 presenze, dopo aver iniziato la stagione con l’ennesimo “mal di pancia”. In Francia ha fatto altrettanto bene, meno gol ma più assist, giocate in velocità, voglia di sacrificarsi e rendersi più concreto, in attesa della finale ed agognata maturazione definitiva.

KEITA INTER: SPALLETTI STRAVEDE PER IL BOOST

Chi se non Luciano Spalletti può essere “l’altro”. Colui che incontra il fenomeno di turno, lo plasma e lo mette al servizio di un sistema già oliato evitandogli di confinarlo al ruolo di eterna promessa. Ed è proprio su iniziativa dell’allenatore di Certaldo che la dirigenza cinese preme per accogliere il senegalese. Potrebbe ricoprire il ruolo di vera arma tattica: pronto a ribaltare il campo con veloci transizioni offensive, creare superiorità numerica ed attaccare il campo dietro la prima zona di pressing. Diverso da Perisic, Lautaro e Politano, altri interpreti del ruolo nella rosa nerazzurra.

Diverso anche da Candreva. L’esterno romano sembra essere il “sacrificio” necessario per ottenere il giocatore del Monaco. Due interpreti del ruolo che fanno della corsa la loro arma migliore, anche se utilizzata in maniera diversa. Il primo è instancabile e generoso, caratteristica gradita ad ogni tifoso mentre il secondo è più spettacolare, taglia il campo, strappa le partite e crea sempre pericolo nell’uno contro uno. La nuova Inter di Spalletti ha bisogno anche di queste azioni. Candreva sembra essere diventato molto “leggibile” dalle difese nostrane, motivo per cui è stato spostato a sinistra nelle amichevoli estive con discreti risultati.

Keita può agire in tutte le zone dell’attacco: seconda punta, esterno e trequartista ma sa essere anche molto discontinuo e Milano rischierebbe di perdonargli poco. La giovane età e il potenziale sono tutte e due dalla parte del 14 biancorosso. L’ottovolante Keita è pronto a tornare in Italia: più consapevole dei suoi mezzi e più maturo, evitando qualche giro della morte di troppo.




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