Luciano Spalletti, il primo artefice del miracolo nerazzurro

Luciano Spalletti, il primo artefice del miracolo nerazzurro

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L’Inter torna in Champions League dopo 7 anni in cui sono stati fatti tanti errori, in primis alcune scelte in panchina. Quest’anno, però, la squadra nerazzurra ha trovato il suo primo top player proprio nell’allenatore: Luciano Spalletti.

LUCIANO SPALLETTI, STORIA DI UN’IMPRESA NERAZZURRA

All’arrivo, c’erano molte perplessità. D’altronde, in un’estate che metteva sul piatto della disponibilità gente come Antonio Conte e Diego Simeone, in molti hanno storto il naso all’annuncio dell’ex Roma. Che in questi mesi, pur puntellando la rosa con alcuni arrivi (Cancelo,Skriniar,Karamoh,Rafinha a gennaio), ha lavorato soprattutto sull’organico a disposizione. Sapeva che l’Inter era da Champions, ma bisognava dare fiducia al gruppo, che ha difeso fino alla morte, tranne quando era indifendibile. Il primo episodio lo abbiamo avuto nel ritiro: un tifoso inveisce contro Ranocchia, il tecnico lo affronta a muso duro. Proteggendo Ranocchia, ha dato l’idea di considerare ogni membro fondamentale per la squadra. E Ranocchia lo è anche stato, segnando con Benevento e Udinese, facendosi trovare pronto di fronte ai problemi fisici di Miranda.

Ma tanti giocatori sono rinati. Perisic e Brozovic su tutti, con l’ex Wolfsburg protagonista di un inizio da top player, poi il crollo, infine la leggera rinascita. Ma è l’ex Dinamo Zagabria il vero capolavoro di Luciano Spalletti. Dal suo inserimento in mediana, abbiamo visto un altro giocatore, senza ovviamente dimenticare il fattore psicologico. Ha saputo motivare giocatori come D’Ambrosio e Vecino, mentre altri non avevano bisogno di spiegazioni (vedasi il capocannoniere Icardi) e altri sono letteralmente esplosi, come Skriniar prima e Rafinha poi. Un capolavoro mentale, prima che fisico e tattico. Ci ha messo spesso la faccia, attirando su di sé le critiche, e allora non deve stupire l’esultanza a dir poco scomposta a fine partita.

CARO LUCIANO, QUESTA E’ PIU’ CHE UNA NETTA SUFFICIENZA

Alla vigilia di Inter-Sassuolo, vale a dire la partita che ha portato i nerazzurri ad un passo dal baratro, Luciano Spalletti era stato chiaro. “Alla stagione do una netta sufficienza, con o senza Champions”. Mister, nel calcio il risultato conta più di ogni altra cosa, e quindi se la Lazio avesse battuto il Crotone staremmo parlando di un’altra storia, ma quello che è stato fatto quest’anno merita ben più che una netta sufficienza. La netta sufficienza è un 6.5, ma a quest’Inter, a fine stagione, non si può non dare almeno 7. E’ stata un’impresa, al cardiopalma, con la fine spesso ad un passo. Alla fine, però, Vecino ha messo d’accordo tutti. E l’Inter torna in Champions League. Una stagione eroica, e il primo degli eroi è stato proprio Luciano Spalletti.

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